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Le banche dati d’Ateneo: Papal letters

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Bonifacio VIII indice il giubileo del 1300 (Giotto – frammento di affresco). Fonte: Wikipedia

La banca dati Papal letters, conosciuta anche come Ut per litteras apostolicas, edita da Brepolis e curata dall’École française de Rome e dall’Institut de recherche et d’histoire des textes, rappresenta la versione elettronica dei famosi Registri e lettere dei Papi del XIII secolo (32 vol.; Roma, 1883- ) e di quelli relativi al XIV secolo (48 vol.; Roma, 1899- ).

Comprende quindi il testo completo delle “litterae communes” e delle “litterae secretae”, per un totale di 24 milioni di parole.

Per la qualità del materiale contenuto, la base dati offre una rappresentazione significativa dei vari aspetti della vita sociale e culturale del medioevo cristiano, come le istituzioni ecclesiastiche, il clero, lo Stato Pontificio, la politica, il sistema giuridico, le tasse, il governo e le finanze, la società secolare, la vita religiosa, quella intellettuale e artistica, l’economia, le guerre, l’ambiente e i disastri naturali.

La stampa e la copia del materiale recuperato sono consentite, in modo non sistematico, per uso personale di studio o di ricerca.

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Elezione del nuovo Pontefice

http://it.wikipedia.org/wiki/Conclave

Interno della Cappella Sistina

Il Conclave per l’elezione del nuovo Pontefice avrà inizio con tutta probabilità nei prossimi giorni.

Vi segnaliamo alcuni link che ripercorrono le vicende della Santa Sede, in particolare le elezioni dei papi nella storia della Chiesa.

Santa Sede: informazioni e documentazione sui pontefici e sul Collegio Cardinalizio

Le “agende” dei papi nell’archivio Luce: cinegiornali Luce e Incom che raccontano le sfide tra papi del passato e società, civile, politica e religiosa del secolo scorso

Cinecittà Luce: filmati e fotografie riguardanti i conclavi passati e le elezioni dei pontefici

Benedetto XVI, l’avventura della verità: ritratto di papa Ratzinger nella trasmissione televisiva Correva l’anno

“Lezioni dal conclave”: sette lezioni per scoprire le pagine nascoste degli ultimi conclavi, a cura di RaiStoria


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Documenti del Concilio Vaticano II

In occasione del 50° anniversario del Concilio Vaticano II, che fu aperto ufficialmente l’11 ottobre 1962 da papa Giovanni XXIII, segnaliamo il sito della Santa Sede.

Nella sezione Archivio sono presenti in diverse lingue i Documenti del Concilio, nell’ordine: Costituzioni, Dichiarazioni e Decreti.


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Berichte des Apostolischen Nuntius Cesare Orsenigo: Rapporti di Cesare Orsenigo, nunzio apostolico in Germania (1930-1939)


[Orsenigo with Hitler and Joachim von Ribbentrop]
Berichte des Apostolischen Nuntius Cesare Orsenigo
aus Deutschland 1930 bis 1939 (Rapporti di Cesare Orsenigo, nunzio apostolico in Germania, inviati tra il 1930 e il 1939 alla Segreteria di Stato del Vaticano)
è l’interessante progetto di digitalizzazione del Deutschen Historischen Instituts di Roma in collaborazione con la Kommission für Zeitgeschichte di Bonn e l’Archivio Segreto Vaticano.
Con l’apertura degli archivi vaticani per il periodo del pontificato di Pio XI (1922-1939), il fondo dei rapporti di Orsenigo è consultabile per intero – almeno fino alla primavera del 1939. Si può quindi ricostruire un complesso flusso di informazioni di cui fanno parte, accanto ai rapporti del nunzio, anche le istruzioni della segreteria di Stato e del suo responsabile Pacelli a Orsenigo, le rispettive corrispondenze intrattenute dal nunzio e da Pacelli con altri uffici curiali, come pure le relative carte interne alla stessa segreteria.
Per gli anni finora accessibili dal 1930 al 1939 si conservano nell’archivio vaticano circa 1.500 rapporti di Orsenigo. Insieme alle altre carte rilevanti in questo contesto, in particolare le lettere scritte da Pacelli a Orsenigo, il materiale ammonterà complessivamente a circa 2.000 unità (e ulteriori 2.000, se si considera anche il periodo fino al 1945). La prima parte dell’edizione, qui pubblicata in linea e corredata di dettagliati commenti, copre l’intero anno 1933. Otto rapporti dello stesso anno (vale a dire i nn. 153-157, 311/312, 327), pur attestati, finora non sono stati reperiti nell’archivio. Tali lacune sono segnalate nei luoghi corrispondenti dell’edizione.
Il progetto di digitalizzazione proseguirà ad intervalli (non regolari) e si prevede di mettere in linea a breve prima i resoconti del biennio 1930-1932 e poi quelli del 1934.

Diversamente da Pacelli, Orsenigo non fu mai un attore politico, e mai pretese di rivestire una tale posizione. Egli fu il portavoce della Santa Sede; fu anche suo corrispondente – ma non l’unico in quanto il segretario di Stato Pacelli si era creato, durante la sua lunga permanenza in Germania, una serie di contatti personali che evidentemente continuava a utilizzare, e di cui i suoi stretti rapporti con i vescovi Faulhaber e Preysing costituiscono solo gli esempi più noti.

Tenuto conto della personalità del nunzio e della struttura specifica dei suoi compiti, i rapporti di Orsenigo da Berlino rappresentano una fonte che copre quasi senza lacune un periodo di 15 anni tra i più decisivi per la storia del XX secolo; senza l’approfondita conoscenza di questo materiale non sarà più possibile esprimere un giudizio scientificamente fondato sul rapporto tra la Santa Sede e la Germania nazionalsocialista. Determinante per lo studio di questa fonte sarà però la constatazione che soprattutto all’inizio le valutazioni degli avvenimenti oscillavano fortemente, e che il nunzio e i vertici del Vaticano giungevano solo lentamente a una corretta analisi del nazionalsocialismo.