Bibliostoria

Novità in biblioteca, eventi e risorse web interessanti per la storia


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BESS digital archive

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La Biblioteca elettronica di scienze sociali ed economiche del Piemonte è formata da 18 biblioteche/centri di documentazione e “nasce allo scopo di ampliare la disponibilità di risorse bibliografiche e statistiche on line” della regione.

Bess intende incrementare gli acquisti di nuove fonti documentarie e statistiche e potenziare i propri servizi per favorire una maggiore diffusione sul territorio dell’informazione socioeconomica grazie al crescente ricorso all’impiego delle nuove tecnologie dell’informazione e della ricerca via internet. E’ in tale contesto si propone, inoltre, di incentivare una maggiore collaborazione interbibliotecaria piemontese.

La Digital library fornisce l’accesso ad alcune pubblicazioni di ambito economico, come il periodico mensile del Gruppo FIAT, Lancia o l’Archivio storico Lavazza.

Inoltre, alcune annate del periodico L’economista, pubblicazioni IRES e il fondo Cognetti del Dipartimento di Economia dell’Università di Torino.

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Archivio Storico Magneti Marelli

L’Archivio Storico della Magneti Marelli ricostruisce la storia dell’azienda, fondata nel 1919 da Ercole Marelli (con il nome Fabbrica Italiana Magneti Marelli), per rispondere alla crescente necessità di magneti d’accensione rivolti al mercato automobilistico e per l’aviazione.

L’intento è ripercorre la storia dalla nascita fino agli anni 2000, attraverso: “un archivio immagine e comunicazione con 20.000 immagini, 500 filmati e oltre 2000 documenti come riviste aziendali, brochure, pubblicità e rassegne stampa; un archivio tecnico con oltre 1000 documenti tra cataloghi prodotto, manuali e disegni tecnici; un archivio del personale che conserva libri matricola, relazioni delle assemblee generali, e bilanci”.

Online troviamo una timeline con foto, documenti e video relativi all’evoluzione del gruppo fino al 2010.


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Archivio Paolo Sylos Labini

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L’associazione Paolo Sylos Labini nasce per promuovere e sviluppare le opere e il pensiero del noto economista italiano.

Durante la sua carriera insegnò Economia in diverse università italiane, nel 1991 divenne socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei e in seguito fu membro del Consiglio di amministrazione dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno (SVIMEZ).

Oltre all’impegno universitario, è stato rilevante il suo impegno politico: influenzato profondamente da Gaetano Salvemini, può essere considerato un liberalsocialista. Negli ultimi anni di vita è  stato uno dei principali esponenti del movimento dei girotondi.

Nella sezione del sito dedicata all’Archivio, è possibile interrogare il Fondo, ospitato dall’Università della Tuscia sul proprio Open Archive.
Il fondo raccoglie la produzione scientifica, gli interventi di attualità politico-economica, la digitalizzazione delle carte d’archivio e i materiali di documentazione.


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Inventari degli oggetti del Museo della Fondazione Micheletti per ricostruire la storia politica e sociale italiana


Nel sito della Fondazione Micheletti di Brescia trovate gli inventari degli oggetti che compongono le collezioni del Museo.
Attualmente è consultabile l’inventario della sede centrale, curato dalla Fondazione Luigi Micheletti, proprietaria e depositaria della maggior parte dei reperti. Date le caratteristiche del museo progettato in Brescia Città (ex Tempini), che prevede una galleria dedicata al Novecento ed una al cinema, sono presenti reperti di per se non riconducibili alla categoria dei musei dell’industria e del lavoro, e però utili a rappresentarne la storia politica e sociale nonché le trasformazioni sociali della vita quotidiana e dell’immaginario velocemente succedutesi nel corso del XX secolo.


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I libri antichi di Angelo Sraffa: un tour virtuale


Sul sito della biblioteca dell’Università Bocconi potete fare un tour virtuale tra I libri antichi di Angelo Sraffa, parte della collezione che la famiglia del rettore donò all’Università. I volumi presenti nel virtual tour, che rappresentano alcuni dei libri più significativi della collezione di 785 volumi appartenuta a Sraffa, risalgono al periodo tra il Cinquecento e il Settecento. Tra questi vi è anche il De mercatura seu mercatore di Benvenuto Stracca, ovvero il primo trattato di diritto commerciale della storia, pubblicato a Venezia nel 1553. Il De mercatura seu mercatore vede la luce a Venezia, nel 1553, per i tipi di Paolo Manuzio ed è diviso in nove parti: chi sia mercante e che cosa siano gli atti di commercio; i diritti e gli obblighi dei mercanti; l’incapacità all’esercizio della mercatura; l’oggetto della mercatura; i contratti dei mercanti (parte generale, mandato e scommessa); il commercio marittimo; casi di cessazione dell’essere mercante; fallimento; procedura nelle corti mercantili. Dall’epoca medievale e fino a quel momento, a livello europeo, il diritto commerciale si era ampiamente sviluppato nella viva realtà degli affari e dei traffici ad opera degli stessi mercatores, attraverso gli statuti corporativi, le prassi e gli usi mercantili, le regole delle fiere, la giurisprudenza delle corti dei mercanti. Circolano molti libri sull’arte della mercatura, trattati di contabilità commerciale, trattatelli morali e anche i giuristi dotti se ne erano ingeriti qua e là, en passant, commentando la compilazione giustinianea e i testi di diritto canonico, oppure scrivendone nei loro pareri (i consilia).