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Le banche dati d’Ateneo: Papal letters

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Bonifacio VIII indice il giubileo del 1300 (Giotto – frammento di affresco). Fonte: Wikipedia

La banca dati Papal letters, conosciuta anche come Ut per litteras apostolicas, edita da Brepolis e curata dall’École française de Rome e dall’Institut de recherche et d’histoire des textes, rappresenta la versione elettronica dei famosi Registri e lettere dei Papi del XIII secolo (32 vol.; Roma, 1883- ) e di quelli relativi al XIV secolo (48 vol.; Roma, 1899- ).

Comprende quindi il testo completo delle “litterae communes” e delle “litterae secretae”, per un totale di 24 milioni di parole.

Per la qualità del materiale contenuto, la base dati offre una rappresentazione significativa dei vari aspetti della vita sociale e culturale del medioevo cristiano, come le istituzioni ecclesiastiche, il clero, lo Stato Pontificio, la politica, il sistema giuridico, le tasse, il governo e le finanze, la società secolare, la vita religiosa, quella intellettuale e artistica, l’economia, le guerre, l’ambiente e i disastri naturali.

La stampa e la copia del materiale recuperato sono consentite, in modo non sistematico, per uso personale di studio o di ricerca.

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Periodici della provincia di Roma tra Ottocento e Novecento

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La Biblioteca universitaria Alessandrina ha digitalizzato 80 testate (per un totale di circa 60.000 immagini) di periodici pubblicati nella provincia di Roma tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo pervenuti per diritto di stampa.
“A partire dal 1815 la biblioteca, infatti, ha ricevuto gli esemplari delle opere stampate nello Stato Pontificio e, dal 1870, gli esemplari di quelle stampate da tipografie della provincia di Roma”.

Queste le testate di carattere politico e culturale:

  • L’azione socialista
  • Il domani politico quotidiano
  • L’iniziativa giornale politico repubblicano
  • Il pensiero guelfo democratico cristiano
  • Bianco e nero giornale settimanale d’arte
  • Il giornale del teatro


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Bandi e bolle pontificie del XVI secolo nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Bandi e bolle pontificie del XVI secolo è un progetto di digitalizzazione promosso e coordinato dall’ICCU.
La collezione, comprensiva di circa 1100 documenti, è costituita da bandi e bolle pontificie tratte da alcune raccolte della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma; non ricopre pertanto, relativamente a questa tipologia di materiale, tutto il posseduto dalla Biblioteca.

Si tratta di pubblicazioni a carattere ufficiale (bandi, lettere, decreti, bolle pontificie, brevi, motuproprii) riguardanti principalmente lo Stato Pontificio e per lo più pubblicate dagli stampatori camerali Antonio Blado ed eredi, che ne avevano la privativa. Evidente è l’intento normativo di questo materiale, che aveva come scopo di regolare in ogni aspetto la vita di tutti i cittadini o di particolari categorie (notai, ebrei, banditi, prostitute, tribunali, monasteri ed altri), mediante divieti, tasse, privilegi, concessioni, giubilei, indulgenze etc.

La descrizione bibliografica è tratta dalla base dati EDIT16 (Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo).