Bibliostoria

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Fondo Ginori Conti: il Rinascimento fiorentino

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Dal portale Internet culturale segnaliamo la digitalizzazione di un importante fondo, conservato presso il settore Manoscritti e rari della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, che proviene da parte della collezione del principe Pietro Ginori Conti.

Discendente da antica famiglia fiorentina, nacque a Firenze nel 1865. In seguito al matrimonio con la figlia di Florestano de Larderel, uno dei più facoltosi imprenditori toscani, divenne egli stesso un abile imprenditore assumendo la carica di presidente e amministratore delegato dell’azienda del suocero. In seguito si dedicò anche all’attività politica nelle fila dei conservatori e nel 1919 divenne senatore del regno. Ma oltre all’attività economica e politica, egli fu anche appassionato cultore e studioso di storia rinascimentale…

Il fondo comprende “autografi, copialettere, codici, pergamene, e un incunabolo. Nel Fondo è compresa anche la preziosa raccolta delle Carte Michelozzi costituite da corrispondenza e lettere del XV-XVI secolo tra cui alcune di Lorenzo dei Medici, e di altri personaggi a lui coevi”.

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Europeana Regia

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Il progetto Europeana Regia, sviluppato nell’arco di due anni, dal 2010 al 2012, con il supporto della Commissione europea e la collaborazione di cinque tra le maggiori biblioteche europee, ha reso possibile la digitalizzazione di più di 1000 rari e preziosi manoscritti dal Medioevo al Rinascimento.

I manoscritti erano parte di tre grandi collezioni reali, attualmente disperse, che rappresentano l’attività culturale europea in tre distinti periodi: la Biblioteca Carolina (VIII e IX secolo), la Biblioteca di Carlo V e famiglia (XIV secolo) e la Biblioteca dei Re aragonesi di Napoli (XV e XVI secolo).

Vi segnaliamo gli altri post pubblicati sul blog relativi al progetto Europeana:


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IDEA: Isabella d’Este Archive

welcome1 E’ online l’enorme carteggio di Isabella d’Este, moglie di Francesco Gonzaga, una delle donne più influenti del Rinascimento italiano. Si tratta di più di 28.000 lettere digitalizzate grazie a un progetto realizzato in collaborazione tra l’Archivio di Stato di Mantova e l’University of California, Santa Cruz, diretto da: Daniela Ferrari, Archivio di Stato di Mantova, Anne MacNeil, University of North Carolina, Chapel Hill Deanna Shemek, University of California, Santa Cruz.

ISABELLA d‘Este, marchesa di Mantova. – Nacque a Ferrara il 17 maggio 1474, primogenita del duca Ercole I d’Este e di Eleonora d’Aragona, figlia del re di Napoli Ferdinando I.  […] Nell’aprile del 1480 fu proposto il contratto di matrimonio di I. con il quindicenne Francesco Gonzaga, erede del Marchesato di Mantova, in cambio di una dote di 25.000 ducati […]. Insieme alla poesia – che praticò con il letterato Antonio Tebaldeo, anch’egli suo precettore -, sviluppò un grande amore per la musica, il canto e la danza, ben presto condiviso con il futuro sposo […] Voce tratta dal Dizionario Biografico degli Italiani

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Il fondo urbinate della Biblioteca Universitaria Alessandrina

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La biblioteca urbinate, nucleo fondante della Biblioteca universitaria Alessandrina, è una delle raccolte più illustri e ricche del Rinascimento. Tre sono le classi semantiche digitalizzate e consultabili in Internet culturale: Artes variae, Relationes, Geographia, per un totale di 425 volumi e di circa 120.000 immagini.

“Iniziata nella seconda metà del Quattrocento da Federico di Montefeltro, primo duca di Urbino, grande bibliofilo e committente di lussuosi manoscritti, la biblioteca aveva continuato ad accrescersi per più di un secolo e mezzo fino all’epoca dell’ultimo duca, Francesco Maria, che vi aveva profuso fondi ed energie, costituendo a Urbania anche una seconda raccolta, composta soprattutto da libri a stampa, in grado di documentare i risultati più aggiornati della ricerca: la Libraria nuova di Urbania, famosissima all’epoca per la sua completezza e armonia”.


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Bibliothèque virtuelle des manuscrits médiévaux

Paris, Bibl. Mazarine, ms. 313, f. 1 (détail) Bible historiale  Paris, premier quart du XVe siècle

Paris, Bibl. Mazarine, ms. 313, f. 1 (détail) Bible historiale
Paris, premier quart du XVe siècle

L’Institut de recherche et d’histoire des textes francese ha messo online la biblioteca virtuale dei manoscritti medievali.

La biblioteca “fornisce l’accesso alla riproduzione di una vasta selezione di manoscritti dal Medioevo al Rinascimento, conservato in collezioni di beni sparsi in tutto il territorio francese, ad eccezione di quelli della Biblioteca Nazionale di Francia. E’ arricchita da input esterni, come ad esempio le riproduzioni di un centinaio di manoscritti della Staatsbibliothek di Berlino”.

Il progetto contribuisce ad arricchire il patrimonio di documenti digitali francese (che comprende già 2.632.198 riproduzioni in Gallica) con 1600 manoscritti medievali e incunaboli.


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Early European Books: sul web opere stampate in Europa prima del 1701


Early European Books è la biblioteca digitale che consente di accedere ad alcune delle collezioni più significative del mondo dei libri stampati più antichi. Tutte le opere stampate in Europa prima del 1701, indipendentemente dalla lingua, rientrano nell’ambito del progetto, insieme a tutte le opere precedenti al 1701 realizzate nelle lingue europee stampate in paesi più lontani.
Dopo l’inserimento della Collezione 1 resa possibile dall’accordo tra ProQuest e la Royal Library di Copenhagen, è disponibile sul web la Collezione 2 che attinge al ricchissimo patrimonio della Biblioteca nazionale di Firenze.
La selezione delle opere si concentra su quattro collezioni di particolare importanza storica e bibliografica rientranti nelle dotazioni della biblioteca risalenti a questo periodo:

    1. Fondo Nencini Aldine. Composta da più di 1000 edizioni stampate dalla Tipografia Aldina, fondata da Aldo Manuzio il Vecchio (conosciuto anche come Aldus Manutius) a Venezia nel 1495, la cui attività fu continuata dalla moglie, dal figlio e dal nipote fino al 1590. La Tipografia Aldina fu una delle istituzioni storicamente più significative della nascente storia dei libri stampati, con numerose innovazioni tra le quali la prima introduzione del carattere corsivo e l’adozione del formato ottavo, più piccolo e portatile. Manutius fu uno studioso di greco antico e la stampa ricoprì un ruolo centrale nella riscoperta rinascimentale della cultura greca. Egli radunò studiosi del greco, editori e compositori tipografici per produrre importanti edizioni ‘formato tascabile’ di Aristotele, Omero, Sofocle e altri, nonché grammatiche e dizionari di greco. Dalla Tipografia Aldina uscirono testi in latino di Marziale, Ovidio, Virgilio e altri, nonché testi letterari italiani quali le poesie di Petrarca e la prima edizione portatile della Divina Commedia di Dante. Il testo aldino divenne l’edizione standard di Dante fino alla fine del diciannovesimo secolo, mentre la seconda edizione aldina (1515) fu la prima a includere il famoso schema xilografato riproducente i gironi infernali.
    2. Postillati. Una collezione di più di 80 volumi del cinquecento e del seicento, la cui importanza risiede nelle postille, o annotazioni a margine. I ricercatori potranno leggere note a margine scritte da Galileo Galilei (1564-1642) sulle proprie copie personali di opere di Euclide, Petrarca, Ariosto, Tasso e Orazio. Altri autori degni di nota includono Michelangelo Buonarroti il Giovane (nipote del Michelangelo pittore e scultore), il commediografo Lodovico Castelvetro e il poeta Alessandro Tassoni. Sempre per il filone astrologico, vi sono anche edizioni di opere di Galileo e Giovanni Keplero con annotazioni del seguace di Galileo, il matematico e scienziato Vincenzo Viviani (1622-1703).
    3. Fondo Rinascimento. Le dotazioni della Biblioteca Nazionale includono una collezione in gran parte esaustiva di testi chiave del rinascimento italiano negli ambiti della letteratura, della filosofia, della teologia e della storia dell’arte.
    4. Sacre rappresentazioni. Oltre 600 edizioni cinquecentesche e seicentesche di sacre rappresentazioni, opere in versetti popolari a tema biblico, rappresentanti episodi delle vite dei santi e leggende cristiane, originariamente messe in scena a Firenze e più in generale in Toscana e considerate dagli studiosi come le forme fondatrici del teatro italiano. Sebbene la maggior parte dei testi siano anonimi, tra le opere di autori conosciuti vi sono Figliuol prodigo di Castellano Castellani e Rappresentazione di San Giovanni e Paolo di Lorenzo de’ Medici.