Bibliostoria

Novità in biblioteca, eventi e risorse web interessanti per la storia


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Raccolta per ordine di materie delle leggi, editti, manifesti, ecc.

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Dall’Archivio di Stato di Torino, segnaliamo la digitalizzazione dell’opera Raccolta per ordine di materie delle leggi, editti, manifesti, ecc., pubblicati dal principio dell’anno 1681 sino agli 8 dicembre 1798 sotto il felicissimo dominio della Real Casa di Savoia per servire di continuazione a quella del senatore Borelli.

I volumi, di Felice Amato Duboin, furono pubblicati a Torino tra il 1818 e il 1860 e costituiscono una fonte preziosa per lo studio della legislazione relativa al ducato di Savoia e al Regno di Sardegna.

Le leggi sono raccolte per materia e contemplano tutti gli aspetti della produzione legislativa sabauda dei secoli XVII e XVIII, con riferimenti, per lo più nelle note, alla legislazione (oppure normativa) pregressa  degli Stati dei Savoia attinente alle medesime materie.


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Ricettari medici

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La collezione di ricettari medici posseduti dalla Biblioteca Biomedica dell’Università degli Studi di Firenze presenta antidotari, ricettari e Farmacopee, che divennero, nel corso dei secoli, strumenti fondamentali per la professione farmaceutica.

Essi delinearono la figura dello speziale, che “riportava la corretta composizione dei medicamenti e l’elenco di quelli approvati”.

Grande importanza ebbe il Ricettario fiorentino che dal 1498 al 1789 ebbe numerose edizioni e ristampe. La redazione è affidata al Collegio medico di Firenze dai Consoli dell’Arte dei medici e degli speziali che aveva autorità sui medici e gli speziali della città e del contado. Il Ricettario fiorentino può essere considerato la prima Farmacopea pubblica come oggi l’intendiamo, cioè un libro scritto per ordine delle autorità che indicava i medicamenti da conservarsi nelle farmacie e le regole cui attenersi nella preparazione dei farmaci, fornendo così una specie di codice che, tutelando la salute pubblica, servisse da guida ai medici e ai farmacisti.


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ArchivioMeMo: famiglie, mestieri e comunità molisane

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ArchivioMeMo è un progetto, nato da un’iniziativa privata con la collaborazione di biblioteche comunali, enti locali e famiglie private, di digitalizzazione di documenti che testimoniano la feconda attività culturale, civile ed economica della Terra del Sannio.

Il progetto ha come obiettivo quello di recuperare, catalogare, salvaguardare e valorizzare una parte del patrimonio bibliografico, documentario e genealogico conservato in archivi locali e di famiglie private. In questi ultimi casi si tratta di raccolte di considerevole valore storico che, a causa delle difficoltà di accesso, fino ad ora non potevano essere consultate.

Molti sono i documenti contenuti nell’archivio, tutti risalenti al periodo compreso tra il XVII e il XX secolo. Si tratta di “testi a stampa e manoscritti, periodici e monografie, fotografie d’epoca di personaggi, luoghi, edifici ed eventi”.

Uno strumento molto utile e interessante è la banca dati genealogica, che contiene ad oggi oltre 40.000 soggetti e permette di ricostruire storie familiari fino al 1568.

L’accesso è libero previa registrazione; molti documenti possono essere scaricati, per altri è richiesto un piccolo contributo.
Chiunque può contribuire alla crescita dell’archivio, mettendo a disposizione materiale.


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Nuovi manoscritti con le prediche di Mattia da Salò

Quattro codici in fotoriproduzione cartacea contenenti le prediche di Mattia Bellintani da Salò O.F.M. cap. (1535-1611) sono da oggi disponibili in biblioteca per la consultazione.

Provenienti dall’Archivio Provinciale Cappuccini Lombardi – Biblioteca Francescano-cappuccina provinciale di Milano, contengono un nutrito numero di prediche, dalla I domenica di Avvento all’Epifania e dall’Annunciazione al Tempo di Pasqua.

Dal sito della biblioteca è possibile scaricare il catalogo aggiornato con la descrizione dettagliata dei manoscritti e del contenuto di ogni volume.

Mattia da Salò (al secolo Paolo Bellintani), esponente di una ricca famiglia di mercanti, ancora bambino seguì i genitori a Salò, dove compì un primo ciclo di studi. Nel 1552 iniziò il noviziato a Bergamo e l’anno dopo emise la professione temporanea a Milano. Fu poi a Como, Badia, Abbiategrasso e Monza, città nella quale intraprese gli studi di logica, che continuò, insieme con quelli di filosofia, a Brescia e Bergamo. Passò quindi ad Assisi, Roma, Aversa, Napoli e Rieti, completando gli studi di teologia. Nel 1560 fu ordinato sacerdote a Roma.

Diventato predicatore e lettore di logica, acquisì in breve tempo fama di oratore sacro e, contemporaneamente, uomo di governo.

Nel 1570 divenne guardiano e lettore a Brescia e nel 1572, scelto dall’arcivescovo Carlo Borromeo, predicò la quaresima in duomo a Milano. Nel 1574 e nel 1580 divenne vicario provinciale di Milano. Nel capitolo generale di Roma del 1575 fu eletto definitore generale e commissario generale in Francia con l’incarico di fondare conventi per diffondere l’Ordine. Predicò a Lione, Parigi, Avignone, Poitiers e Marsiglia.

Nel corso della sua vita predicò ed insegnò in  numerosissime città dell’Umbria, a Napoli e a Nola, Brescia, Cremona, Bergamo, Vercelli, Messina, Terni e Perugia, Venezia, Vicenza, Verona, Milano, Lucca, Genova, Pavia, in Svizzera e in Boemia.

Morì a Brescia il 20 luglio 1611.

Lodato per le qualità di predicatore, Mattia da Salò ricevette giudizi più controversi riguardo alla sua azione di governo. Egli stesso era consapevole di avere fama di uomo «terribile» (Cuvato, p. 73), facile all’incarcerazione dei frati, all’imposizione di rigide pratiche ascetiche e punizioni corporali. Anche nella predicazione usava toni aspri, riuscendo però a coinvolgere emotivamente i fedeli grazie alla «vivezza de’ concetti, la vehemenza nelle attioni, l’efficacia nella commotione» (ibid., p. 82), unite alla profonda conoscenza delle Scritture.Temi centrali della sua oratoria erano i vizi e le virtù, la necessità delle opere (in polemica contro il protestantesimo), la preghiera, i sacramenti, il culto della Madonna e dei santi, la pratica delle Quarantore, di cui fu un fervente sostenitore.

I suoi scritti formano un corpus di 16 volumi editi, 7 inediti, più un corposo epistolario pubblicato solo in parte. Tra le opere edite due rivestono particolare importanza nella letteratura cappuccina. La prima è La Prattica dell’oration mentale, chiestagli da Borromeo, che ne consigliava la lettura; essa costituì per diversi decenni un classico della letteratura ascetica popolare.

La seconda opera di rilievo è la Historia Capuccina, manoscritta nel 1588 e pubblicata a Roma nel 1946-50. Essa costituisce, in ordine di tempo, la terza cronaca ufficiale dell’Ordine, ma per diversi aspetti è la prima che tenti di definire, seppure con diverse limitazioni, le coordinate storiche nelle quali si collocava la nascente riforma cappuccina. La critica più recente ha sottratto M. all’agiografia delle prime generazioni dell’Ordine e lo ha considerato tra le espressioni più significative della spiritualità del Cinquecento italiano.

Fonti e Bibl.: Umile da Genova, Introduzione a Mattia da Salò, Pratica dell’orazione mentale, I, Assisi 1932, pp. V-LIV; Melchiorre da Pobladura, Introductio generalis, in Mattia da Salò, Historia Capuccina, I, Romae 1946, pp. XXXIII-XCVI; C. Cargnoni, Riforma della Chiesa, profezia e apocalisse in M. Bellintani da S., in Francescanesimo e profezia, a cura di E. Covi, Roma 1985, pp. 479-569; I frati cappuccini. Documenti e testimonianze del primo secolo, a cura di C. Cargnoni, III, 1, Letteratura ascetico mistica (1535-1628), Perugia 1991, ad ind.; R. Cuvato, M. Bellintani da S. (1534 [sic]-1611). Un cappuccino tra il pulpito e la strada, Roma 1999; G. Caravale, L’orazione proibita. Censura ecclesiastica e letteratura devozionale nella prima Età moderna, Firenze 2003, ad indicem. D. Busolini.

(dal DBI)

a cura di Marta Fumi (stagista e studentessa presso la Scuola Vaticana di Biblioteconomia)


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Opuscoli lucani

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Dal portale Internet culturale, segnaliamo la collezione di opuscoli lucani digitalizzati dalla Biblioteca nazionale di Potenza.

Si tratta di 435 opuscoli, per un totale di 15687 immagini, pubblicati nel periodo 1694-1948 da autori lucani o da autori “che hanno trattato argomenti d’interesse locale e/o hanno stampato la loro opera in Basilicata”.

Attraverso la digitalizzazione di questo materiale, si è voluto documentare in modo più ampio e completo la cultura lucana promuovendo lo studio del territorio anche attraverso la diffusione di pubblicazioni di poche pagine. Chi accede a questa collezione, può, infatti, recuperare notizie di grande interesse, relative ai più diversi aspetti della vita storica, culturale, economica, sociale e religiosa della Basilicata.


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Dizionario topografico-storico degli stati estensi: cartaceo & online

dizionario topografico storicoSegnaliamo la disponibilità della digitalizzazione dell’opera Dizionario topografico-storico degli stati estensi di Girolamo Tiraboschi, edito nel 1824-25, in due volumi.

Entrambi i volumi sono disponibili su google books:

L’opera è disponibile in forma cartacea presso la nostra biblioteca, con collocazione 10L. E.P.2.A. 0050 /1 -2.

Maggiori indicazioni sull’autore nella voce Girolamo Tiraboschi dell’Enciclopedia Treccani.


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Cromohs: Cyber Review of Modern Historiography

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Cromohs è una  rivista annuale, peer-review e open-access edita da Firenze University Press dal 1996.

Grazie a un nuovo comitato editoriale, Cromohs è diventato, dal 2015, un periodico internazionale pubblicato in inglese, punto focale e forum per la storia intellettuale e culturale dal XIV al XIX secolo, pensata in una prospettiva globale.

I campi di interesse della rivista riguardano la storia interculturale, intersecandosi con la storia della conoscenza, emozioni, credenze religiose, etnografia, cartografia, ambiente, cultura materiale e arti.

Ogni fascicolo include una sezione per discussioni critiche e recensioni di volumi.