Bibliostoria

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Manoscritti ebraici digitalizzati

La Biblioteca Nazionale di Israele ha da poco digitalizzato la propria collezione di copie di manoscritti ebraici, con il contributo della Friedberg Jewish Manuscript Society e del Progetto Landmarks del Ministero israeliano per Gerusalemme.

Per migliaia di anni gli ebrei usarono la scrittura per esprimere le proprie credenze religiose e la propria conoscenza scientifica. Furono assiduamente trascritte le preghiere, i costumi, la storia delle comunità e le conoscenze, religiose e secolari, di un gran numero di discipline.

I manoscritti e i documenti ebraici viaggiarono poi attraverso i paesi e i continenti.
David Ben-Gurion, Primo ministro del nuovo Stato di Israele decise di riunire in un’unica collezione copia di tutti i manoscritti presenti nel mondo, fondando l’Institute of Microfilmed Hebrew Manuscripts.
Nel 1963 l’Istituto entrò a far parte della National Library of Israel, che continua oggi a collezionare copie di manoscritti, fino al 95% della totalità di essi.

Le collezioni provengono dalle maggiori biblioteche del mondo, tra cui la Biblioteca Palatina di Parma.
Ad oggi sono presenti nel portale 45 collezioni, che coprono diversi temi:

 

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Il fondo della stamperia Valdonega in Statale

Campionario caratteri della Tipografia Poliglotta Vaticana, 1980

Campionario caratteri della Tipografia Poliglotta Vaticana, 1980

Grazie al contributo della Regione Lombardia il Centro Apice della nostra Università ha completato la catalogazione del fondo librario dell’Archivio della Stamperia Valdonega.

Il Centro Apice, Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale, è nato nell’ottobre del 2002 all’interno dell’Università degli Studi di Milano con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare collezioni bibliografiche e archivistiche di fondamentale importanza per lo studio della letteratura, dell’arte e dell’editoria moderna e contemporanea.

La Stamperia Valdonega venne fondata a Verona nel 1948 da Giovanni Mardersteig, con l’obiettivo di creare una tipografia industriale che tuttavia realizzasse libri di alta qualità: perciò venivano utilizzate macchine Monotype e grande cura era prestata nella scelta delle carte, degli inchiostri e delle forniture per legatoria.
A partire dagli anni Cinquanta del XX secolo alcune importanti case editrici affidarono regolarmente la realizzazione delle loro opere alla Valdonega, dalla Albatros inglese, poi Tauchnitz editions, alla Sansoni, fino alle editrici newyorkesi Limited editions e New Directions.

Il fondo della stamperia Valdonega comprende quasi 1500 volumi di grande importanza per la cultura e l’arte della stampa, che sono ora ricercabili nel catalogo di Ateneo e disponibili per la consultazione.

Oltre alla quasi totalità dei volumi prodotti dalla stamperia (dal 1949 al 2007), sono stati catalogati dal Centro Apice anche i libri della Biblioteca interna aziendale con interessanti campionari di caratteri, di carte, di materiali da legatoria, e numerosi manuali d’epoca sulle diverse tecniche di stampa, come quelli destinati agli operatori delle macchine Monotype.


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Walters Art Museum: collezione online di manoscritti

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Il Walters Art Museum di Baltimora possiede, tra le opere d’arte, una collezione, riconosciuta a livello mondiale, di più di 900 manoscritti miniati, provenienti da tutto il mondo, 1.250 esemplari dei primi libri a stampa (circa 1455-1500) e altre edizioni che risalgono al XVI secolo.

Tra i volumi più interessanti troviamo Libri di Gospel etiopi e bizantini, Libri delle ore francesi e fiamminghi e capolavori dall’Impero Ottomano.

Il progetto di digitalizzazione dei manoscritti, tutt’ora in corso, risponde alle esigenze di conservazione e alla missione del museo di avvicinare l’arte alle persone per divertimento, scoperta e apprendimento.

Dal sito Walters Ex Libris è possibile effettuare una ricerca libera o scorrere le liste.


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La Bibbia di Borso d’Este online

bibbia borso d'esteLa digitalizzazione della famosa Bibbia di Borso d’Este è disponibile online sul sito della biblioteca estense universitaria.
L’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate.

Il manoscritto miniato, commissionato da Borso d’Este, duca di Modena, Reggio e Ferrara, è stato eseguito tra il 1455 ed il 1461.

In biblioteca è disponibile la riproduzione cartacea dell’opera, edita nel 1937 in 500 esemplari numerati su mandato di Giovanni Treccani, con collocazione 10L. E.P.3.A. 0005 /1-2.

Per maggiori informazioni su Borso D’Este consigliamo la voce del dizionario biografico degli italiani, curata da Luciano Chiappini.


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Lire à la chandelle: una mostra virtuale su libri e biblioteche private nel Settecento

lire à la chandelle

Una piccola mostra online, Lire à la chandelle, realizzata a partire da documenti conservati presso gli archivi della città di Losanna, permette di scoprire le biblioteche private di tre cittadini della città nel XVIII secolo.

Più che di una mostra vera e propria si tratta di un percorso guidato alla scoperta degli inventari dei beni librari posseduti da

Oltre all’inventario originale è possibile accedere ai volumi digitalizzati (su google books).

La mostra, in lingua francese, offre anche alcuni suggerimenti bibliografici pe run approfondimento dei temi trattati:

Furrer, Norbert. Des Burgers Buch : Stadtberner Privatbibliotheken im 18. Jahrhundert, Zurich : Chronos, 2012
Furrer, Norbert. La bibliothèque du conseiller lausannois Benjamin Milot en 1757, in Revue historique vaudoise (2012), p. 297-314
Netz, Robert. Livres et lecteurs à Lausanne sous l’Ancien Régime, in Mémoire Vive, no 4(1995), p. 9-16
Corsini, Silvio. Le livre à Lausanne : cinq siècles d’édition et d’imprimerie, Lausanne : Payot, 1993


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La biblioteca dell’architetto del Rinascimento

Antichi libri nella biblioteca del Merton College a Oxford

Antichi libri nella biblioteca del Merton College a Oxford. (Wikipedia)

Segnaliamo la mostra virtuale, realizzata sulla piattaforma MOVIO, che ha come tema l’architettura nei trattati rinascimentali, raccontata attraverso i volumi conservati nella Biblioteca Universitaria di Padova.

La biblioteca dell’architetto del Rinascimento guarda al passato, ai grandi modelli dell’Antichità nelle forme e negli stili, per dare vita ad un’architettura  nuova e moderna, costruita anche attraverso la pratica edificatoria quotidiana al servizio di una ricca committenza sia religiosa che laica, pubblica come privata, prodotto delle mani di colui che non solo è un tecnico, perfetto conoscitore di materiali e geometrie, ma anche un artefice e un artista, signore dello spazio e inventore di prospettive, uomo di cultura e intellettuale a tutto tondo.

La mostra si articola in cinque sezioni; completano l’esposizione una sezione dedicata agli autori e una dedicata ai volumi, con note di possesso, timbri e legature.

Molto interessante, tra i materiali a corredo della mostra, un Piccolo lessico del libro antico.