Bibliostoria

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Manoscritti ebraici digitalizzati

La Biblioteca Nazionale di Israele ha da poco digitalizzato la propria collezione di copie di manoscritti ebraici, con il contributo della Friedberg Jewish Manuscript Society e del Progetto Landmarks del Ministero israeliano per Gerusalemme.

Per migliaia di anni gli ebrei usarono la scrittura per esprimere le proprie credenze religiose e la propria conoscenza scientifica. Furono assiduamente trascritte le preghiere, i costumi, la storia delle comunità e le conoscenze, religiose e secolari, di un gran numero di discipline.

I manoscritti e i documenti ebraici viaggiarono poi attraverso i paesi e i continenti.
David Ben-Gurion, Primo ministro del nuovo Stato di Israele decise di riunire in un’unica collezione copia di tutti i manoscritti presenti nel mondo, fondando l’Institute of Microfilmed Hebrew Manuscripts.
Nel 1963 l’Istituto entrò a far parte della National Library of Israel, che continua oggi a collezionare copie di manoscritti, fino al 95% della totalità di essi.

Le collezioni provengono dalle maggiori biblioteche del mondo, tra cui la Biblioteca Palatina di Parma.
Ad oggi sono presenti nel portale 45 collezioni, che coprono diversi temi:

 

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Qatar Digital Library

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La Biblioteca digitale del Qatar, sviluppata come parte del “10-year Memorandum of Understanding on Partnerships” tra Qatar Foundation, Qatar National Library e The British Library, si presenta come una vasta banca dati che rende per la prima volta disponibili online documenti e materiali riguardanti la cultura islamica e la storia moderna dei Paesi del Golfo.

La Qatar Digital Library include archivi, mappe, manoscritti, registrazioni audio, fotografie, per un totale di più di 950.000 immagini, corredate da note esplicative e link in arabo e inglese.

Ecco alcune delle collezioni più significative:

  • i record dell'”India Office”, relativi alla corrispondenza tra il Governo britannico e quello indiano, per il periodo 1763–1951;
  • un’introduzione alla storia del Golfo, J. G. Lorimer’s Gazetteer of the Persian Gulf Historically used by the British to refer to the sea area between the Arabian Peninsula and Iran. Often referred to as The Gulf or the Arabian Gulf. , Oman and Central Arabia (1908, 1915);
  • 500 carte e mappe del Golfo persico;
  • le carte private di Sir Lewis Pelly, “Political Resident” nei paesi del Golfo tra il 1862 e il 1872;
  • manoscritti scientifici arabi provenienti dalla British Library’s Manuscripts Collections;
  • una selezione di manoscritti, fotografie e altri oggetti a stampa;
  • una collezione di materiali audio, tra cui 200 dischi di gommalacca registrati in Bahrain, Kuwait e Iraq tra il 1920 e il 1940.

La biblioteca digitale è ad accesso libero e i materiali possono essere riutilizzati, rispettando la citazione della fonte.


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Manoscritti islamici

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La Biblioteca nazionale centrale di Firenze ha digitalizzato la sua ricca collezione di manoscritti islamici, ovvero 137 manoscritti in lingua araba e di 14 manoscritti in lingua persiana, che risalgono per lo più al XVI-XVII secolo, ma anche al XVIII-XIX secolo, al XV secolo e al XIII secolo.

Al Magliabechiano, nucleo originario della BNCF, appartengono 59 codici tra cui il più antico esemplare, finora conosciuto al mondo, datato 9 maggio 1217, dello Shahnamé (Libro dei Re) Magl. III. 24 composto intorno all’anno mille da Hakīm Abol-Ghāsem Ferdowsī Tūsī, poeta iraniano, che in 50.000 versi racconta l’epopea dei re persiani dalla creazione del mondo fino alla conquista islamica del VII secolo.

La collezione è consultabile dal portale Internet culturale.


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Manus OnLine: nuovo sito web

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Lucca, Biblioteca statale, ms., 1379, c. 12v

MANUS è un database che comprende la descrizione e le immagini digitalizzate dei manoscritti conservati nelle biblioteche italiane pubbliche, ecclesiastiche e private.

Il progetto Manus, a cura dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, ha avuto inizio nel 1988 ed è un censimento dei manoscritti in alfabeto latino prodotti dal Medioevo all’età contemporanea, ivi compresi i carteggi.

E’ da poco online il nuovo sito con gli Indici dei nomi di Copisti, Illustratori, Provenienze e Possessori, Origine dei manoscritti, già identificati almeno con un dato cronologico.

  • Indice copisti: copisti medievali e della prima età moderna e persone, anche di epoca successiva, che hanno vergato i testi dei manoscritti, per esempio i mittenti di lettere o gli autori di cui siano stati rinvenuti gli autografi.
  • Indice illustratori: miniatori e illustratori per i quali sia stato individuato almeno un dato cronologico.
  • Indice provenienze: possessori (e provenienza) presenti nella base dati dei manoscritti per i quali sia già stato individuato almeno un dato cronologico.
  • Indice origini: nomi di ente e di luogo in cui sono stati prodotti i manoscritti catalogati, ove presenti nella scheda. L’indice è in fieri.


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Fondo Ginori Conti: il Rinascimento fiorentino

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Dal portale Internet culturale segnaliamo la digitalizzazione di un importante fondo, conservato presso il settore Manoscritti e rari della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, che proviene da parte della collezione del principe Pietro Ginori Conti.

Discendente da antica famiglia fiorentina, nacque a Firenze nel 1865. In seguito al matrimonio con la figlia di Florestano de Larderel, uno dei più facoltosi imprenditori toscani, divenne egli stesso un abile imprenditore assumendo la carica di presidente e amministratore delegato dell’azienda del suocero. In seguito si dedicò anche all’attività politica nelle fila dei conservatori e nel 1919 divenne senatore del regno. Ma oltre all’attività economica e politica, egli fu anche appassionato cultore e studioso di storia rinascimentale…

Il fondo comprende “autografi, copialettere, codici, pergamene, e un incunabolo. Nel Fondo è compresa anche la preziosa raccolta delle Carte Michelozzi costituite da corrispondenza e lettere del XV-XVI secolo tra cui alcune di Lorenzo dei Medici, e di altri personaggi a lui coevi”.


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Manoscritti della British Library datati 700-1200

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Sono online i primi 100 manoscritti miniati risalenti al periodo 700-1200, appartenenti alla British Library.

Il progetto, sostenuto da The Polonsky Foundation, mira a creare due nuovi portali che, entro il mese di Novembre 2018, renderanno disponibile la consultazione ad accesso libero di 800 manoscritti digitalizzati, posseduti, appunto, dalla British Library e della Bibliothèque nationale de France.

La collezione include sfarzosi Vangeli miniati, come i Préaux Gospels, che risalgono alla Normandia del XII secolo, con le miniature degli evangelisti e le preziose Tavole dei canoni.
Un altro pezzo importante è un affascinante manoscritto del IX secolo, che rappresenta le arti liberali (grammatica, retorica, musica e astronomia) dalla Lotaringia.

I manoscritti sono per il momento ricercabili dal portale dedicato della British Library.


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DigiVatLib: il progetto di digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana

Il salone sistino, che fu sede della Biblioteca apostolica vaticana. Da Wikipedia

Il salone sistino, che fu sede della Biblioteca apostolica vaticana. Da Wikipedia

DigiVatLib è la piattaforma che permette l’accesso ai manoscritti e incunaboli digitalizzati della Biblioteca Vaticana.

Il progetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, iniziato nel 2010, ha lo scopo di digitalizzare l’intera collezione di manoscritti: 80.000 codici (ad esclusione dei materiali archivistici) principalmente di epoca medievale e umanistica.

Nella gestione del progetto è fondamentale la scelta di quegli esemplari da digitalizzare con priorità, dato che la conclusione del lavoro comporterà circa 20 anni. Per questo motivo vengono seguiti scrupolosamente alcuni criteri che riguardano innanzitutto la fragilità dei documenti e la loro importanza.

Ad oggi sono consultabili dal portale:

E’ possibile effettuare una ricerca semplice o avanzata (anche per segnatura).
Ad ogni immagine sono collegate descrizioni e citazioni bibliografiche derivate dai cataloghi.