Bibliostoria

Novità in biblioteca, eventi e risorse web interessanti per la storia


Lascia un commento

Il Teatro nel Lazio 1798-1870

getImage

E’ online la mostra digitale, curata dall’Archivio di Stato di Roma e dalla Direzione Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio, che ricostruisce la storia degli spazi pubblici e privati e delle attività teatrali nei territori del Lazio durante il Risorgimento.

La mostra presenta i risultati del censimento delle fonti riguardanti la storia del teatro nel Lazio, condotto negli archivi e nelle biblioteche dei comuni di Frosinone, Gaeta, Genzano, Magliano Sabina, Rieti, Sezze, Sora, Tarquinia, Velletri e Viterbo, scelti come casi significativi della realtà culturale della Regione Lazio.
Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni principali“in viaggio con le Compagnie”, “la mostra per immagini”, “la mostra si racconta” – che introducono il visitatore alla ricchezza di documenti e informazioni prodotte dal lavoro di ricerca svolto da archivisti e ricercatori professionisti.

  • In viaggio con le compagnie: attraverso una mappa ottocentesca del Lazio è possibile seguire i percorsi degli artisti e delle compagnie.
  • La mostra per immagini: una scelta fra dei documenti censiti, costumi e figurini, manifesti, immaginario, manoscritti, mappe, ritratti, copioni e libretti, disegni e vedute.
  • La mostra si racconta: le storie e i protagonisti del teatro nel Lazio tra il 1798 e il 1870.

Completano il percorso uno schedario e un grafo.

Annunci


1 Commento

Manoscritti della Parker Library online

parker-library-dean-krafft-with-logo-min

Parker Library on the Web 2.0 è il nuovo portale che contiene le digitalizzazioni dei manoscritti posseduti dal Corpus Christi College di Cambridge.

La Biblioteca deve il nome al suo benefattore, Arcivescovo Matthew Parker (1504-75) che donò oltre 400 manoscritti al College nel 1575, tra cui il Gospels of St Augustine, risalente al VI secolo e il più antico manoscritto della Cronaca anglosassone.

Il progetto, a cura della Parker Library e delle biblioteche della Stanford University, presenta una collezione di rari manoscritti medievali e rinascimentali, così come dei primi libri a stampa.

I volumi sono accompagnati da una descrizione dettagliata e da una ricca bibliografia.


1 Commento

Codici decorati braidensi dei secoli 13.-17.

Braidense_AC_XIII_41_0009.jpg_1944330702

Sono online i manoscritti digitalizzati provenienti dalle raccolte della Biblioteca nazionale Braidense, che sono stati scelti tra quelli più importanti all’interno dei fondi.

Elenchiamo di seguito alcuni titoli rappresentativi:

  • la Geografia di Francesco Berlinghieri (AC.XIX.44), allestita per Lorenzo il Magnifico
  • il codice miniato quattrocentesco della Leggenda di Josaphat e Barlaam (AC.XI.37)
  • la Legenda aurea di Jacopo da Varagine datata 1493 (AE.XIV.19-20)
  • due Uffici mariani (AC.VIII.28 e 32)
  • il Graduale Carthusianum (AD.XII:20), della Certosa di Garegnano
  • il Missale ad usum Ordinis Carthusiensis (AG.XII.1), della Certosa di Pavia
  • un codice fiorentino miniato della terza cantica della Divina Commedia, con i commenti di Jacopo della Lana (AG.XII.2)

I manoscritti sono consultabili dal portale Internet Culturale.


Lascia un commento

Manoscritti ebraici digitalizzati

La Biblioteca Nazionale di Israele ha da poco digitalizzato la propria collezione di copie di manoscritti ebraici, con il contributo della Friedberg Jewish Manuscript Society e del Progetto Landmarks del Ministero israeliano per Gerusalemme.

Per migliaia di anni gli ebrei usarono la scrittura per esprimere le proprie credenze religiose e la propria conoscenza scientifica. Furono assiduamente trascritte le preghiere, i costumi, la storia delle comunità e le conoscenze, religiose e secolari, di un gran numero di discipline.

I manoscritti e i documenti ebraici viaggiarono poi attraverso i paesi e i continenti.
David Ben-Gurion, Primo ministro del nuovo Stato di Israele decise di riunire in un’unica collezione copia di tutti i manoscritti presenti nel mondo, fondando l’Institute of Microfilmed Hebrew Manuscripts.
Nel 1963 l’Istituto entrò a far parte della National Library of Israel, che continua oggi a collezionare copie di manoscritti, fino al 95% della totalità di essi.

Le collezioni provengono dalle maggiori biblioteche del mondo, tra cui la Biblioteca Palatina di Parma.
Ad oggi sono presenti nel portale 45 collezioni, che coprono diversi temi:

 


Lascia un commento

Qatar Digital Library

logo

La Biblioteca digitale del Qatar, sviluppata come parte del “10-year Memorandum of Understanding on Partnerships” tra Qatar Foundation, Qatar National Library e The British Library, si presenta come una vasta banca dati che rende per la prima volta disponibili online documenti e materiali riguardanti la cultura islamica e la storia moderna dei Paesi del Golfo.

La Qatar Digital Library include archivi, mappe, manoscritti, registrazioni audio, fotografie, per un totale di più di 950.000 immagini, corredate da note esplicative e link in arabo e inglese.

Ecco alcune delle collezioni più significative:

  • i record dell'”India Office”, relativi alla corrispondenza tra il Governo britannico e quello indiano, per il periodo 1763–1951;
  • un’introduzione alla storia del Golfo, J. G. Lorimer’s Gazetteer of the Persian Gulf Historically used by the British to refer to the sea area between the Arabian Peninsula and Iran. Often referred to as The Gulf or the Arabian Gulf. , Oman and Central Arabia (1908, 1915);
  • 500 carte e mappe del Golfo persico;
  • le carte private di Sir Lewis Pelly, “Political Resident” nei paesi del Golfo tra il 1862 e il 1872;
  • manoscritti scientifici arabi provenienti dalla British Library’s Manuscripts Collections;
  • una selezione di manoscritti, fotografie e altri oggetti a stampa;
  • una collezione di materiali audio, tra cui 200 dischi di gommalacca registrati in Bahrain, Kuwait e Iraq tra il 1920 e il 1940.

La biblioteca digitale è ad accesso libero e i materiali possono essere riutilizzati, rispettando la citazione della fonte.


1 Commento

Manoscritti islamici

Bncf_ManoscrittiIslamici01_jpg_1944330802

La Biblioteca nazionale centrale di Firenze ha digitalizzato la sua ricca collezione di manoscritti islamici, ovvero 137 manoscritti in lingua araba e di 14 manoscritti in lingua persiana, che risalgono per lo più al XVI-XVII secolo, ma anche al XVIII-XIX secolo, al XV secolo e al XIII secolo.

Al Magliabechiano, nucleo originario della BNCF, appartengono 59 codici tra cui il più antico esemplare, finora conosciuto al mondo, datato 9 maggio 1217, dello Shahnamé (Libro dei Re) Magl. III. 24 composto intorno all’anno mille da Hakīm Abol-Ghāsem Ferdowsī Tūsī, poeta iraniano, che in 50.000 versi racconta l’epopea dei re persiani dalla creazione del mondo fino alla conquista islamica del VII secolo.

La collezione è consultabile dal portale Internet culturale.


1 Commento

Manus OnLine: nuovo sito web

pagina_indici2

Lucca, Biblioteca statale, ms., 1379, c. 12v

MANUS è un database che comprende la descrizione e le immagini digitalizzate dei manoscritti conservati nelle biblioteche italiane pubbliche, ecclesiastiche e private.

Il progetto Manus, a cura dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, ha avuto inizio nel 1988 ed è un censimento dei manoscritti in alfabeto latino prodotti dal Medioevo all’età contemporanea, ivi compresi i carteggi.

E’ da poco online il nuovo sito con gli Indici dei nomi di Copisti, Illustratori, Provenienze e Possessori, Origine dei manoscritti, già identificati almeno con un dato cronologico.

  • Indice copisti: copisti medievali e della prima età moderna e persone, anche di epoca successiva, che hanno vergato i testi dei manoscritti, per esempio i mittenti di lettere o gli autori di cui siano stati rinvenuti gli autografi.
  • Indice illustratori: miniatori e illustratori per i quali sia stato individuato almeno un dato cronologico.
  • Indice provenienze: possessori (e provenienza) presenti nella base dati dei manoscritti per i quali sia già stato individuato almeno un dato cronologico.
  • Indice origini: nomi di ente e di luogo in cui sono stati prodotti i manoscritti catalogati, ove presenti nella scheda. L’indice è in fieri.