Bibliostoria

Novità in biblioteca, eventi e risorse web interessanti per la storia


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Manoscritti islamici

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La Biblioteca nazionale centrale di Firenze ha digitalizzato la sua ricca collezione di manoscritti islamici, ovvero 137 manoscritti in lingua araba e di 14 manoscritti in lingua persiana, che risalgono per lo più al XVI-XVII secolo, ma anche al XVIII-XIX secolo, al XV secolo e al XIII secolo.

Al Magliabechiano, nucleo originario della BNCF, appartengono 59 codici tra cui il più antico esemplare, finora conosciuto al mondo, datato 9 maggio 1217, dello Shahnamé (Libro dei Re) Magl. III. 24 composto intorno all’anno mille da Hakīm Abol-Ghāsem Ferdowsī Tūsī, poeta iraniano, che in 50.000 versi racconta l’epopea dei re persiani dalla creazione del mondo fino alla conquista islamica del VII secolo.

La collezione è consultabile dal portale Internet culturale.


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Manus OnLine: nuovo sito web

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Lucca, Biblioteca statale, ms., 1379, c. 12v

MANUS è un database che comprende la descrizione e le immagini digitalizzate dei manoscritti conservati nelle biblioteche italiane pubbliche, ecclesiastiche e private.

Il progetto Manus, a cura dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, ha avuto inizio nel 1988 ed è un censimento dei manoscritti in alfabeto latino prodotti dal Medioevo all’età contemporanea, ivi compresi i carteggi.

E’ da poco online il nuovo sito con gli Indici dei nomi di Copisti, Illustratori, Provenienze e Possessori, Origine dei manoscritti, già identificati almeno con un dato cronologico.

  • Indice copisti: copisti medievali e della prima età moderna e persone, anche di epoca successiva, che hanno vergato i testi dei manoscritti, per esempio i mittenti di lettere o gli autori di cui siano stati rinvenuti gli autografi.
  • Indice illustratori: miniatori e illustratori per i quali sia stato individuato almeno un dato cronologico.
  • Indice provenienze: possessori (e provenienza) presenti nella base dati dei manoscritti per i quali sia già stato individuato almeno un dato cronologico.
  • Indice origini: nomi di ente e di luogo in cui sono stati prodotti i manoscritti catalogati, ove presenti nella scheda. L’indice è in fieri.


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Fondo Ginori Conti: il Rinascimento fiorentino

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Dal portale Internet culturale segnaliamo la digitalizzazione di un importante fondo, conservato presso il settore Manoscritti e rari della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, che proviene da parte della collezione del principe Pietro Ginori Conti.

Discendente da antica famiglia fiorentina, nacque a Firenze nel 1865. In seguito al matrimonio con la figlia di Florestano de Larderel, uno dei più facoltosi imprenditori toscani, divenne egli stesso un abile imprenditore assumendo la carica di presidente e amministratore delegato dell’azienda del suocero. In seguito si dedicò anche all’attività politica nelle fila dei conservatori e nel 1919 divenne senatore del regno. Ma oltre all’attività economica e politica, egli fu anche appassionato cultore e studioso di storia rinascimentale…

Il fondo comprende “autografi, copialettere, codici, pergamene, e un incunabolo. Nel Fondo è compresa anche la preziosa raccolta delle Carte Michelozzi costituite da corrispondenza e lettere del XV-XVI secolo tra cui alcune di Lorenzo dei Medici, e di altri personaggi a lui coevi”.


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Manoscritti della British Library datati 700-1200

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Sono online i primi 100 manoscritti miniati risalenti al periodo 700-1200, appartenenti alla British Library.

Il progetto, sostenuto da The Polonsky Foundation, mira a creare due nuovi portali che, entro il mese di Novembre 2018, renderanno disponibile la consultazione ad accesso libero di 800 manoscritti digitalizzati, posseduti, appunto, dalla British Library e della Bibliothèque nationale de France.

La collezione include sfarzosi Vangeli miniati, come i Préaux Gospels, che risalgono alla Normandia del XII secolo, con le miniature degli evangelisti e le preziose Tavole dei canoni.
Un altro pezzo importante è un affascinante manoscritto del IX secolo, che rappresenta le arti liberali (grammatica, retorica, musica e astronomia) dalla Lotaringia.

I manoscritti sono per il momento ricercabili dal portale dedicato della British Library.


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DigiVatLib: il progetto di digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana

Il salone sistino, che fu sede della Biblioteca apostolica vaticana. Da Wikipedia

Il salone sistino, che fu sede della Biblioteca apostolica vaticana. Da Wikipedia

DigiVatLib è la piattaforma che permette l’accesso ai manoscritti e incunaboli digitalizzati della Biblioteca Vaticana.

Il progetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, iniziato nel 2010, ha lo scopo di digitalizzare l’intera collezione di manoscritti: 80.000 codici (ad esclusione dei materiali archivistici) principalmente di epoca medievale e umanistica.

Nella gestione del progetto è fondamentale la scelta di quegli esemplari da digitalizzare con priorità, dato che la conclusione del lavoro comporterà circa 20 anni. Per questo motivo vengono seguiti scrupolosamente alcuni criteri che riguardano innanzitutto la fragilità dei documenti e la loro importanza.

Ad oggi sono consultabili dal portale:

E’ possibile effettuare una ricerca semplice o avanzata (anche per segnatura).
Ad ogni immagine sono collegate descrizioni e citazioni bibliografiche derivate dai cataloghi.


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Europa, le grandi Trasformazioni

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E’ online da pochi giorni il portale Europa, le grandi Trasformazioni che illustra la storia del nostro continente, dal Risorgimento attraverso tutto il Novecento.

Si tratta di un progetto di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in collaborazione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Fondazione Istituto Gramsci e Fondazione Cariplo.
Il progetto ha lo scopo di  “presentare le fonti, i materiali e gli esiti delle ricerche effettuate sulla storia d’Europa a partire dal patrimonio di libri, documenti, immagini, manoscritti e fonti di archivio”.

Il viaggio si snoda tra fotografie, video, interviste, e-book scaricabili, documenti e lezioni di storia ed è guidato da David Bidussa, storico e responsabile editoriale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

 All’interno del portale è stato creato anche un accesso alla Biblioteca digitale, che ha l’obiettivo di “riversare in formato digitale le fonti archivistiche e bibliografiche sulle scienze sociali conservate dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli”.


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Fondazione Mansutti per la storia dell’assicurazione

La Fondazione Mansutti è nata a Milano nel 2004 dalla donazione che Francesco Mansutti ha fatto della biblioteca e del suo archivio storico imperniati sulla storia dell’assicurazione, documentata – dalle origini all’epoca moderna – dal punto di vista economico, giuridico, tecnico, sociale e di costume.

Il ricco patrimonio librario, archivistico e museale della Fondazione è consultabile attraverso il catalogo online: si tratta di “oltre 9000 documenti, incentrati sulla storia dell’assicurazione dalle origini ai giorni nostri, suddivisi in quattro collezioni: libri, manifesti, polizze e targhe incendio.
Il patrimonio librario comprende oltre 6000 volumi, mentre le collezioni museali sono costituite da una raccolta di 300 manifesti assicurativi e da 637 rare targhe incendio; il fondo archivistico consiste in circa 2500 antiche polizze di assicurazione“.

Elenchiamo di seguito alcuni tra i volumi pregiati posseduti dalla biblioteca:

  • Tractatus de assecurationibus di Pietro Santerna (ed. 1552)
  • Statuti della città di Albenga (1519)
  • Tractatus de contractibus et usuris di S. Bernardino da Siena (manoscritto, circa 1470)
  • Trattato de’ traffichi giusti di Tommaso Buoninsegni (1588)

Alcune tra queste opere, insieme ad altri volumi preziosi sulla storia delle assicurazioni, sono consultabili attraverso la Biblioteca digitale della Fondazione.