Bibliostoria
Lo storico è un profeta che guarda all'indietro (F. Schiller)Archivio per Resistenza
Guerra ai civili. Violenza e memoria. Le stragi neofasciste in provincia di Parma

Guerra ai civili. Violenza e memoria. Le stragi neofasciste in provincia di Parma è il sito web che si propone di ricostruire gli atti di violenza (stragi, eccidi, singole uccisioni…) compiuti nel Parmense dalle forze armate tedesche e dai reparti militari e dalle milizie della Repubblica sociale italiana contro la popolazione civile e i partigiani combattenti utilizzando tutte le fonti oggi finalmente disponibili: archivi italiani, tedeschi, anglo-americani, memorialistica, testimonianze orali.
Tra il mese di febbraio del 1944 e il 25 aprile del 1945 nella provincia di Parma le truppe d’occupazione tedesche, affiancate dai corpi armati della Repubblica sociale italiana, si resero responsabili di almeno 142 fucilazioni, provocando la morte di oltre 400 persone. Questa impressionante scia di sangue, concentrata particolarmente nelle grandi operazioni dell’estate 1944, durante i mesi invernali 1944-45 e negli ultimi giorni di guerra, in occasione della ritirata dei militari tedeschi diretti verso la pianura, segnarono profondamente la memoria e la storia di tante comunità della provincia di Parma.
Nella loro azione repressiva i comandi militari tedeschi poterono far riferimento a disposizioni antipartigiane che, come ricorda lo storico Carlo Gentile, prevedevano “l’uccisione immediata e senza alcuna formalità di partigiani e di civili anche solo sospettati di attività antitedesche, da parte della stessa unità che li aveva catturati, su ordine emanato da un qualsiasi ufficiale presente senza porre limitazione di sorta” . Sulla base di queste disposizioni generali e degli accordi siglati tra il comandante Karl Wolff e il maresciallo Kesselring scaturirono direttive “draconiane” che fornirono ai reparti militari in rastrellamento gli strumenti per seminare il terrore sui monti, nelle campagne e nei centri abitati. Inequivocabile la volontà di Kesselring di istituire norme, come la «clausola di impunità», allo scopo di coprire eventuali eccessi dei reparti in azione e gli ufficiali subalterni durante le azioni militari: “La lotta contro le bande – si legge nell’ordine del maresciallo – deve essere […] condotta con tutti i mezzi a disposizione e con il massimo rigore. Coprirò ogni comandante che nella lotta alle bande supererà nella scelta e nel rigore dei mezzi la moderazione che ci è solita”.
Museo virtuale dell’Antifascismo e della Resistenza della provincia di Arezzo: luoghi delle stragi, biografie, filmati, canti partigiani e bibliografie

Nel sito del Museo virtuale dell’Antifascismo e della Resistenza della provincia di Arezzo potete trovare installazioni web che ricordano le stragi naziste compiute nella provincia di Arezzo e le formazioni partigiane della zona.
Ecco i capitoli in cui sia rticola questo prodotto multimediale:
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I luoghi delle stragi
I protagonisti
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Biografie
I partigiani
I patrioti
I partigiani stranieri
Resistenza aretina all’estero
I vigilati dalla polizia
Le vigilate dalla polizia
Aretini e Tribunale Speciale
Aretine e Tribunale Speciale
Esercito di Liberazione
Presenza militare tedesca
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I filmati Visto con gli occhi degli alleati: questi filmati provengono dall’Imperial War Museum di Londra, che ne detiene il copyright. Furono individuati ed acquistati, per conto della Provincia di Arezzo, dall’équipe di Ivano Tognarini in preparazione del convegno internazionale di studi 2a guerra mondiale e sterminio di massa. Stragi e rappresaglie nella lotta di liberazione, Arezzo, novembre 1987. I filmati fanno parte della produzione dell’unità cinematografica dell’Esercito britannico AFPU, che aveva sede negli Studi cinematografici di Pinewood, nei pressi di Londra.
Archivi musicali:
Libri che ne parlano (una bibliografia sull’argomento)
Donne e uomini della Resistenza: 2878 biografe di donne e uomini dell’antifascismo, della resistenza e della guerra di liberazione

Donne e uomini della Resistenza, frutto delle ricerche di Fernando Strambaci, è la galleria di 2878 biografie delle donne e degli uomini dell’antifascismo, della Resistenza e della Guerra di Liberazione.
La rassegna (nella quale sono comprese tutte le Medaglie d’oro al valor militare della guerra di Liberazione, diciannove delle quali sono state conferite a donne) si propone di essere rappresentativa delle mille sfaccettature del movimento partigiano, nel quale confluirono, trovando coesione e unità, uomini e donne di diverso orientamento politico e ideale e di differente ceto sociale, uniti nella determinazione di riscattare la dignità del paese offesa da un ventennio di regime fascista e da una sanguinosa occupazione militare straniera.
Potete scorrere le biografie inserite per cognome, per zona, per decorazione e per status.
Dizionario biografico online. Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese: 1919-1945

Il Dizionario biografico online. Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese: 1919-1945 (a cura di Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri) contiene circa ventimila biografie di antifascisti, partigiani e vittime del fascismo, nati nella provincia di Bologna o ivi residenti nel 1943, nonchè di coloro che hanno militato, pur essendo nati o residenti anagraficamente altrove, in formazioni partigiane bolognesi.
Le biografie riguardano circa 12.000 partigiani e patrioti, 6.000 antifascisti le cui schede sono depositate nel Casellario politico centrale dell’Archivio di Stato di Roma, e poi ancora ebrei perseguitati, civili uccisi per rappresaglia dai nazi-fascisti, garibaldini di Spagna e militari che hanno fatto la Resistenza in Jugoslavia, Grecia, Francia.. Tutte le biografie terminano il 21 aprile 1945, giorno della liberazione di Bologna. La consultazione è possibile attraverso una ricerca alfabetica su una serie di file .pdf.
Biblioteca digitale dell’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna: monografie, periodici e fotografie on-line

[Garibaldini in posa. Coll.B.166 - A7.15 Scat.6. Istuto Ferruccio Parri. Fondo AICVAS]
La Biblioteca digitale dell’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna nasce con l’obiettivo di permettere l’accesso delle raccolte attraverso l’utilizzo della rete e il suo intrinseco progetto di ampia fruizione del sapere.
Al momento sono state digitalizzate:
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monografie
periodici (in allestimento)
opuscoli
documenti cartacei (in allestimento)
audiovisivi (in allestimento).
Per quanto riguarda i fondi fotografici, sono stati digitalizzati:
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Il fondo AICVAS (Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna) comprende la maggior parte delle schede biografiche dei volontari antifascisti italiani in Spagna ed un patrimonio fotografico della seguente consistenza:
1872 positivi conservati originariamente in 6 album e in buste a parte;
1026 positivi pervenuti in buste a parte (tutte riproduzioni di fotografie contenute negli album e nelle buste);
504 negativi dei positivi posseduti di cui 45 su lastra di vetro 6×9 e 459 su pellicola formato 6×9.
Arbizzani. Le fotografie del fondo Luigi Arbizzani (1924 S. Giorgio di Piano – 2004 Bologna. Partecipò alla Resistenza nel battaglione Tampellini della 2° birgata Garibaldi Paolo, con il nome di battaglia Oddone). La raccolta comprende 773 immagini riferite al movimento di liberazione nel territorio emiliano romagnolo prevalentemente bolognese, dopoguerra ricostruzione e antifascismo.
Bologna bombardata 1943. Raccolta fotografica Nicola Romualdi, Sofia Romualdi, Marco Spinelliè. Le fotografie che compongono il fondo testimoniano i danni subiti da Bologna a causa del bombardamento operato da aerei alleati il 24 luglio 1943
Certosa di Bologna
Imperial War Museum of London. La raccolta è un’ampia documentazione dell’ultimo anno del Conflitto Mondiale costituita da immagini scattate tra il 1944/1945 da fotografi di guerra inglesi dell’VIII Armata, nella zona compresa tra l’Appennino e il Po, nelle province di Rimini, Bologna e Ferrara.
Medaglia d’Oro Bologna 1946
National Archive. Il fondo “Official Signal Corps photos” contiene immagini che testimoniano l’attività svolta dall’esercito statunitense nella fase di liberazione della penisola italiana dall’occupazione nazifascista.
Secondulfo. Il fondo è costituito principalmente da fotografie scattate da Domenico Secondulfo, relative alla vita politica e sociale giovanile in tre fasi storiche significative: il 1968, il 1973 e il 1977 nella città di Bologna.
NB: per guardare le foto e fare ricerche dovete cliccare in alto sul nome del fondo fotografico



