Bibliostoria
Lo storico è un profeta che guarda all'indietro (F. Schiller)Archivio per partigiani
European Resistance Archive (ERA) : video di partigiani di Polonia, Slovenia, Austria, Francia, Italia e Gemania

L’European Resistance Archive (ERA) è un interessante progetto che coinvolge sei paesi (Polonia, Slovenia, Austria, Francia, Italia e Germania) con la finalità di offrire testimonianze video della resistenza al fascismo e al nazismo. ERA vuole far emergere la diversità dei movimenti di resistenza europei e i loro diversi effetti nei rispettivi contesti nazionali e insieme vuole suggerire che il comune sentire giuridico europeo scaturisce proprio dalla guerra contro il nazismo e il fascismo. Altro scopo dell’archivio è quello di valorizzare il ruolo attivo delle donne nella resistenza al fascismo e al nazismo.
Potete fare una ricerca all’interno dei video o cliccare sulle tag.
Guerra ai civili. Violenza e memoria. Le stragi neofasciste in provincia di Parma

Guerra ai civili. Violenza e memoria. Le stragi neofasciste in provincia di Parma è il sito web che si propone di ricostruire gli atti di violenza (stragi, eccidi, singole uccisioni…) compiuti nel Parmense dalle forze armate tedesche e dai reparti militari e dalle milizie della Repubblica sociale italiana contro la popolazione civile e i partigiani combattenti utilizzando tutte le fonti oggi finalmente disponibili: archivi italiani, tedeschi, anglo-americani, memorialistica, testimonianze orali.
Tra il mese di febbraio del 1944 e il 25 aprile del 1945 nella provincia di Parma le truppe d’occupazione tedesche, affiancate dai corpi armati della Repubblica sociale italiana, si resero responsabili di almeno 142 fucilazioni, provocando la morte di oltre 400 persone. Questa impressionante scia di sangue, concentrata particolarmente nelle grandi operazioni dell’estate 1944, durante i mesi invernali 1944-45 e negli ultimi giorni di guerra, in occasione della ritirata dei militari tedeschi diretti verso la pianura, segnarono profondamente la memoria e la storia di tante comunità della provincia di Parma.
Nella loro azione repressiva i comandi militari tedeschi poterono far riferimento a disposizioni antipartigiane che, come ricorda lo storico Carlo Gentile, prevedevano “l’uccisione immediata e senza alcuna formalità di partigiani e di civili anche solo sospettati di attività antitedesche, da parte della stessa unità che li aveva catturati, su ordine emanato da un qualsiasi ufficiale presente senza porre limitazione di sorta” . Sulla base di queste disposizioni generali e degli accordi siglati tra il comandante Karl Wolff e il maresciallo Kesselring scaturirono direttive “draconiane” che fornirono ai reparti militari in rastrellamento gli strumenti per seminare il terrore sui monti, nelle campagne e nei centri abitati. Inequivocabile la volontà di Kesselring di istituire norme, come la «clausola di impunità», allo scopo di coprire eventuali eccessi dei reparti in azione e gli ufficiali subalterni durante le azioni militari: “La lotta contro le bande – si legge nell’ordine del maresciallo – deve essere […] condotta con tutti i mezzi a disposizione e con il massimo rigore. Coprirò ogni comandante che nella lotta alle bande supererà nella scelta e nel rigore dei mezzi la moderazione che ci è solita”.
Museo virtuale dell’Antifascismo e della Resistenza della provincia di Arezzo: luoghi delle stragi, biografie, filmati, canti partigiani e bibliografie

Nel sito del Museo virtuale dell’Antifascismo e della Resistenza della provincia di Arezzo potete trovare installazioni web che ricordano le stragi naziste compiute nella provincia di Arezzo e le formazioni partigiane della zona.
Ecco i capitoli in cui sia rticola questo prodotto multimediale:
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I luoghi delle stragi
I protagonisti
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Biografie
I partigiani
I patrioti
I partigiani stranieri
Resistenza aretina all’estero
I vigilati dalla polizia
Le vigilate dalla polizia
Aretini e Tribunale Speciale
Aretine e Tribunale Speciale
Esercito di Liberazione
Presenza militare tedesca
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I filmati Visto con gli occhi degli alleati: questi filmati provengono dall’Imperial War Museum di Londra, che ne detiene il copyright. Furono individuati ed acquistati, per conto della Provincia di Arezzo, dall’équipe di Ivano Tognarini in preparazione del convegno internazionale di studi 2a guerra mondiale e sterminio di massa. Stragi e rappresaglie nella lotta di liberazione, Arezzo, novembre 1987. I filmati fanno parte della produzione dell’unità cinematografica dell’Esercito britannico AFPU, che aveva sede negli Studi cinematografici di Pinewood, nei pressi di Londra.
Archivi musicali:
Libri che ne parlano (una bibliografia sull’argomento)
Donne e uomini della Resistenza: 2878 biografe di donne e uomini dell’antifascismo, della resistenza e della guerra di liberazione

Donne e uomini della Resistenza, frutto delle ricerche di Fernando Strambaci, è la galleria di 2878 biografie delle donne e degli uomini dell’antifascismo, della Resistenza e della Guerra di Liberazione.
La rassegna (nella quale sono comprese tutte le Medaglie d’oro al valor militare della guerra di Liberazione, diciannove delle quali sono state conferite a donne) si propone di essere rappresentativa delle mille sfaccettature del movimento partigiano, nel quale confluirono, trovando coesione e unità, uomini e donne di diverso orientamento politico e ideale e di differente ceto sociale, uniti nella determinazione di riscattare la dignità del paese offesa da un ventennio di regime fascista e da una sanguinosa occupazione militare straniera.
Potete scorrere le biografie inserite per cognome, per zona, per decorazione e per status.
Dizionario biografico online. Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese: 1919-1945

Il Dizionario biografico online. Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese: 1919-1945 (a cura di Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri) contiene circa ventimila biografie di antifascisti, partigiani e vittime del fascismo, nati nella provincia di Bologna o ivi residenti nel 1943, nonchè di coloro che hanno militato, pur essendo nati o residenti anagraficamente altrove, in formazioni partigiane bolognesi.
Le biografie riguardano circa 12.000 partigiani e patrioti, 6.000 antifascisti le cui schede sono depositate nel Casellario politico centrale dell’Archivio di Stato di Roma, e poi ancora ebrei perseguitati, civili uccisi per rappresaglia dai nazi-fascisti, garibaldini di Spagna e militari che hanno fatto la Resistenza in Jugoslavia, Grecia, Francia.. Tutte le biografie terminano il 21 aprile 1945, giorno della liberazione di Bologna. La consultazione è possibile attraverso una ricerca alfabetica su una serie di file .pdf.
BancaDati del Partigianato Piemontese: informazioni su 91.847 nominativi di partigiani, patrioti e benemeriti

La BancaDati del Partigianato Piemontese, prodotta da una ricerca diretta da Claudio Dellavalle e condotta dagli Istituti storici della resistenza del Piemonte in collaborazione con il Ministero della Difesa, raccoglie 91.847 nominativi tra partigiani combattenti, patrioti, e benemeriti piemontesi, tratti dai fogli riassuntivi dei fascicoli personali, conservati presso l’archivio dell’Ufficio Ricompart, di pratiche esaminate dalla Commissione piemontese per l’accertamento delle qualifiche partigiane.
Ogni scheda comprende, oltre ai dati anagrafici, il nome di battaglia e la qualifica (partigiano, patriota, benemerito, …), l’indicazione delle formazioni di appartenenza con i relativi periodi, la professione, la carriera militare precedente l’8 settembre 1943, l’eventuale appartenenza alle formazioni della Rsi, i gradi partigiani, le ferite e le decorazioni ottenute ed eventuali dati su decesso, cattura e deportazione.



