Bibliostoria

Lo storico è un profeta che guarda all'indietro (F. Schiller)

Archivio per OPEN ACCESS

Archivio Istituzionale della Ricerca: nuovi tutorial

È attivo dal 2006 AIR, l’Archivio Istituzionale della Ricerca dell’Università degli studi di Milano, unico punto di raccolta dei dati sulla produzione scientifica di Ateneo e garante della massima visibilità in Rete per la nostra ricerca.
Intercettati e indicizzati sia dai motori di ricerca generalisti, come Google, sia da quelli specifici destinati alle comunità scientifiche, i dati comprendono già da due anni anche le tesi in full-text di molti dei nostri dottori di ricerca.

I nuovi tutorial, elaborati dallo staff di AIR e realizzati dal CTU, illustrano il nostro Archivio – con esempi di tutte le procedure di inserimento, ricerca e importazione dei dati – offrendo inoltre una panoramica generale di AIR anche in relazione all’Open Access.

I video illustrano con efficacia e chiarezza anche i vantaggi dell’archiviazione delle tesi di dottorato che dal prossimo novembre sarà obbligatorio inserire in full-text.
Le tesi vengono inviate automaticamente alle Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e di Firenze per il deposito legale e rese visibili nel sito di DART Europe, insieme a quelle di oltre 400 istituzioni di ricerca europee, offrendo il massimo della visibilità ai giovani ricercatori.

Muratoriana online 2011

E’ uscito il primo numero di Muratoriana online 2011, periodico annuale di approfondimenti muratoriani.
Dal sito del Centro studi muratoriani è possibile leggere e scaricare l’intero testo o i singoli contributi in pdf.

Il “Centro di studi muratoriani e dell’alta cultura del primo Settecento” viene istituito ufficialmente nel 1952; scopo del Centro è far meglio conoscere e valorizzare l’opera di Muratori e la cultura del Settecento attraverso la cura di edizioni, convegni, progetti e attività di studio sulle tematiche muratoriane.
Il grande amore per i libri di Lodovico Antonio Muratori si concretizza in una produzione che spazia dalla storia all’epigrafia, dalla religione al diritto, dalle lettere alla politica, punto di riferimento imprescindibile della cultura italiana ed europea dal primo Settecento in poi.

WebTV – MELAstudio

Il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Bologna, nell’ambito del Laboratorio di Media Education/E-learning ha realizzato un canale TV via web con lo scopo di rendere visibili i materiali educativi prodotti internamente.

Si tratta di video suddivisi in categorie; ogni materiale è etichettato e corredato da una scheda bibliografica, da una descrizione e da file in formato mp3 con l’audio completo per garantirne l’accessibilità.

Sono tre i canali dedicati rispettivamente alla Ricerca, alla Documentazione e alla Didattica, quest’ultimo con lezioni, materiale didattico, presentazioni di insegnamenti universitari.

Il Dipartimento pubblica inoltre la rivista scientifica online ad accesso gratuito Ricerche di Pedagogia e Didattica.

Open Access Week 2009: 19-23 ottobre 2009

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E’ iniziato ieri l’Open Access Week 2009, l’iniziativa mondiale dedicata all’accesso aperto, accolta quest’anno con entusiasmo anche qui nella nostra università, grazie a una maggiore consapevolezza dell’importanza del tema per la diffusione e la visibilità dei risultati della ricerca.
Se volete sapere di più sull’Open Access, date un’occhiata al Wiki sull’ Open Access in Italia; senza trascurare la nostra pagina del blog Open Acess.
L’Open Access (OA) – l’accesso aperto ai dati e ai risultati della ricerca scientifica finanziata con fondi pubblici – è un modello che sempre più istituzioni considerano come alternativo o parallelo a quello dell’attuale mercato editoriale.
Il discorso riguarda in particolare gli archivi digitali interoperabili e i periodici OA che consentono la completa fruibilità di materiali e articoli pubblicati, a costo zero.
Per quanto riguarda la nostra università, citiamo due iniziative OA: l’AIR, il nostro Archivio Istituzionale della Ricerca costruito su una piattaforma Open Access e tre riviste elettroniche che rispettano pienamente i criteri dell’Open Access: Altre Modernità, Doctor Virtualis e LANX (è in via di pubblicazione la quarta, Enthymema).

DOAJ, Directory di riviste liberamente consultabili online

DOAJ

Doaj è un portale che riunisce ed indicizza più di 4000 riviste suddivise per settori disciplinari, con il desiderio di coprire più lingue ed aree tematiche possbili. Le risorse sono attentamente selezionare per garantire un elevato standard qualitativo.
Nel nostro settore di interesse, sono numerose le risorse per la storia, l’arte, l’archeologia, la biblioteconomia, la diplomatica e gli studi di genere.
La ricerca è possbile sia a livello di rivista sia, in casi più rari (1500 riviste circa), direttamente per articolo. La suddivisione tematica, inoltre, semplifica ulteriormente l’individuazione di riviste inerenti i propri interessi di studio.

Humanae Litterae & New Technologies: giornata di studi all’Università di Milano

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Giovedì 14 Maggio 2009, dalle ore 9.15 in aula 211 presso l’Università degli Studi di Milano si svolgerà la giornata di studi dedicata alle nuove tecnologie, alla ricerca e alla letteratura scientifica: Humanae Litterae & New Technologies. E-publishing, ricerca e letteratura scientifica.
L’incontro, a cura di Claudia Berra, Paola Galimberti e Paolo Borsa è promosso dall’Università degli studi di Milano, dal Centro APICE, dalla facoltà di Lettere e filosofia, in collaborazione con il dipartimento di filologia moderna e la scuola di dottorato Humanae Litterae.
Le nuove tecnologie applicate all’editoria scientifica saranno protagoniste delle due sessioni, che tratteranno i temi delle risorse open access, dei diritti d’autore e degli e-book, illustrando poi i progetti attivati dall’Università degli studi di Milano.
La partecipazione è gratuita, ma è necessario registrarsi.
Disponibili il programma della giornata e gli abstract degli interventi divisi nelle due sessioni:
Mattino – Introduzione e coordinate di riferimento
Pomeriggio – Riviste digitali e e-book

Archivi aperti e comunicazione scientifica

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A proposito di open archive (di cui abbiamo già scritto in questo blog), vorremmo segalarvi l’ultima pubblicazione di Antonella De Robbio:

    Antonella De Robbio, Archivi aperti e comunicazione scientifica, maggio 2007, 416 p.; 21 cm;

accessibile liberamente sul web dal sito di ClioPress, editoria digitale per la didattica e la ricerca storica, da cui riportiamo la presentazione e l’indice:

Presentazione
Negli ultimi anni, i depositi istituzionali di preprint e di pubblicazioni scientifiche (Open Archive) sono diventati tra le esperienze di punta della biblioteca digitale, favorendo il coinvolgimento degli autori e delle diverse comunità scientifiche nella diffusione in rete e nell’accesso libero e condiviso ai risultati della ricerca. In questo volume vengono raccolti alcuni saggi, editi e inediti, che Antonella De Robbio ha dedicato al problema dell’informazione scientifica e alla risposta che ad esso ha dato il movimento per l’accesso aperto. La raccolta si propone un duplice obiettivo: da un lato, di colmare una lacuna nel panorama della carente bibliografia italiana sugli Archivi aperti; dall’altro, di fare il punto della situazione sulla delicata questione del movimento Open Access e della speranza nutrita dai suoi sostenitori che esso possa promuovere la diffusione democratica e tempestiva delle conoscenze scientifiche.

Indice

Nicola Madonna, Prefazione
Riccardo Ridi, Presentazione

Sezione I
Infrastrutture comunicative aperte per un accesso all’informazione esteso
Chi ha creato il primo circuito per la distribuzione e lo scambio di preprint?

Sezione II
Open Access o Accesso Aperto
Open Access al centro dei nuovi scenari di e-governance
Open Archive per una comunicazione scientifica “free online”
Autoarchiviazione per la ricerca: problemi aperti e sviluppi futuri
Proprietà intellettuale nel circuito della comunicazione scientifica “open”

Sezione III
E-LIS EPrints for Library and Information Science: un modello di archivio per biblioteche digitali aperte, con Andrea Marchitelli
Mathematics Subject Classification e schemi correlati nell’ambito di OAI, con Dario Maguolo e Alberto Marini
L’enciclopedia aperta Wikipedia per la matematica, con Alberto Marini

Sezione IV
Secondo workshop OAI in Europa: Gaining independence with eprints archives and OAI
Gli archivi eprints in Italia
Open Access alla Conferenza Generale UNESCO – 33.ma sessione – Commissione V – Comunicazione e informazione

Appendice
Modelli di comunicazione nella fisica delle alte energie, di Luisella Goldschmidt-Clermont
Eventi internazionali e nazionali sull’Open Access
Accesso aperto alla letteratura scientifica (Dichiarazione di Berlino)
Dichiarazione di Messina
Manifesto per il sostegno all’Accesso Aperto nelle università italiane
Analisi dei dati sui repository presenti nel mondo
Progetto RoMEO

Vedi anche l’intervista all’autrice su open access e open archives pubblicata sul sito www.scarichiamoli.org e l’open archive E-lis, ottimo esempio di archivio aperto in Library and Information Science.

Open Access: Open Problems

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E’ scaricabile nel sito dell’editore (Polimetrica) un testo curato da Giandomenico Sica dedicato all’Open Acess che è per giunta “open”.
Il testo comprende i seguenti interventi:

De Robbio, Antonella (2006) Open Access al centro dei nuovi scenari di e-governance. In: Open Access: Open Problems. Polimetrica Publisher, pp. 9-23.

Kunisawa, Takashi (2006) A concrete step for building public electronic archives of reviewed papers. In: Open Access: Open Problems. Polimetrica Publisher, pp. 25-28.

Law, Derek (2006) Open Access: national policy initiatives as an alternative to personal commitment. In: Open Access: Open Problems. Polimetrica Publisher, pp. 31-42.

Suber, Peter (2006) Unbinding knowledge: a proposal for providing open access to past research articles, starting with the most important. In: Open Access: Open Problems. Polimetrica Publisher, pp. 43-57.

Uhlir, Paul F. (2006) The emerging role of open repositories for scientific literature as a fundamental component of the public research infrastructure. In: Open Access: Open Problems. Polimetrica Publisher, pp. 59-103.

“L’Open Access è un movimento che incoraggia scienziati, ricercatori e studiosi a disseminare i propri lavori di ricerca rendendoli liberamente accessibili alle altre comunità di ricerca. Lo scopo dell’Open Access è rimuovere ogni barriera economica, legale o tecnica all’accesso dell’informazione scientifica, ciò al fine di garantire il progresso scientifico e tecnologico a beneficio di tutta la collettività. Una delle barriere è il copyright, che attualmente si basa su sistemi normativi che non agevolano lo scambio e la ricerca scientifica, bloccando l’accesso all’informazione di contenuto scientifico e chiudendola entro piattaforme editoriali a pagamento. Altro pericolo è dovuto all’attuale configurazione del mercato in cui si muove la ricerca scientifica oggi, dove vi è il rischio che grosse società o multinazionali acquisiscano il monopolio di prodotti ad alto rendimento commerciale a danno del progresso scientifico e tecnologico”.

http://www.polimetrica.com/?p=productsMore&iProduct=42&sName=Open-Access-Open-Problems-(Giandomenico-Sica)

Open Access

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Anche in Italia, finalmente, si segnala un interesse crescente verso l’Open Access. Con Open Access si si intende la “libera disponibilità in rete della letteratura scientifica e la possibilità per ogni utente di leggere, scaricare, copiare, stampare, distribuire, ricercare, creare dei link ai full text, indicizzare, passarne i dati al software, o utilizzarla per ogni altro scopo legale. Le sole restrizioni poste alla riproduzione e distribuzione, così come per il copyright,in questo ambito, attengono all’esigenza di mantenere il controllo dell’autore sull’integrità dell’opera e il diritto dell’autore ad essere riconosciuto e citato correttamente (BOAI,2002).
L’Open Access nasce fondalmente come risposta alla “serial prising crisis”, ossia alla crisi esplosa all’interno della comunicazione scientifica in seguito all’aumento vertiginoso dei costi delle riviste scientifiche. I costi sempre più alti delle pubblicazioni scientifiche e il contrarsi dei bilanci delle istituzioni innestarono un processo di ripensamento della circolazione del sapere scientifico. Si avvertì l’esigenza di realizzare una nuova modalità di comunicazione che da una parte consentisse di contenere le spese e dall’altra permettesse una circolazione più rapida ed estesa delle idee. D’altra parte, si fece sempre più strada la consapevolezza che “gli ostacoli ad un libero accesso ai contenuti sono ostacoli all’impatto scientifico dei lavori entro la comunità e, a lungo andare, entro l’intera collettività, e conducono ad un rallentamento nella crescita della ricerca scientifica e del progresso tecnologico”.
L’intuizione della Free Online Scholarship, coordinata da Peter Suber, che per la prima volta diffonde l’idea che la letteratura scientifica deve essere “free on-line”, ossia accessibile a testo pieno in rete e libera da ogni ostacolo per la fruizione sia esso economico che tecnologico, dà il via al movimento dell’Open Acess.
La Budapest Open Acess Iniative del 2002 registra la nascita ufficiale del movimento dell’Open Access. Un pubblicazione può definirsi Open solo se:
a) garantisce a tutti i possibili utenti il diritto di accesso gratuito e l’autorizzazione libera, irrevocabile, estesa e perpetua, a riprodurre, scaricare, distribuire, stampare per uso personale l’opera dell’ingegno, purché ne sia riconosciuta la paternità intellettuale; l’autore (o gli autori) rimane unico detentore dei diritti materiali e
immateriali sull’opera;
b) viene depositata in forma integrale, inclusi eventuali materiali supplementari e in un formato elettronico che rispetti uno standard internazionalmente riconosciuto, in un archivio in linea che impiega standard tecnici adeguati.
Due sono gli strumenti con cui realizzare l’Open Access:
1) il self-archiving, ossia l’auto-archiviazione dei contributi scientifici in “archivi aperti elettronici”;
2) gli open access journals, ossia una nuova generazione di periodici che non fanno pagare il servizio di accesso online, ma che prevedono forme alternative di finanziamento.
Sono proprio gli Open Archives la nuova frontiera dell’Open Access. Se gli archivi sono compatibili con il protocollo di trasporto dei metadati della Open Archives Initiative (OAI-PMH) vengono definiti “interoperabili” e i lettori possono recuperarne i contenuti dalla rete senza conoscerne la collocazione precisa grazie a motori specializzati. Esiste un software open source per l’implementazione di archivi compatibili OAI e molte istituzioni nel mondo stanno aderendo all’iniziativa. L’Open Access si intreccia così con l’Open Archives Initiative (OAI) che nasce nel 1999 con l’intento di promuovere l’interoperabilità degli archivi di e-prints per una libera disseminazione del sapere scientifico attraverso l’offerta di strumenti tecnologici open source.

Per conoscere di più sull’argomento, visita il blog di Suber:
http://www.earlham.edu/%7Epeters/fos/fosblog.html

Per orientarsi nella ormai vasta bibliografia sull’argomento, guarda la ricca “Open Access Bibliography: Liberating Scholarly Literature with E-Prints and Open Access Journals” di Charles W. Bailey:
http://www.escholarlypub.com/oab/oab.htm

Consulta la Timeline of the Open Access Movement di Peter Suber:
http://www.earlham.edu/~peters/fos/timeline.htm

Un’ottima guida è la web-bibliography di Suber sull’argomento:
http://www.escholarlypub.com/cwb/oaw.htm

Visita la pagina web della Biblioteca dedicata agli Open Archives: http://users.unimi.it/storia/biblioteca/cataloghi/risorse/strumenti/archivi.htm#OPEN%20ARCHIVES

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