Bibliostoria
Lo storico è un profeta che guarda all’indietro (F. Schiller)Archivio per NEWS DELLA BIBLIOTECA
Mostra bibliografica del Fondo di Editoria Aziendale

Dopo la mostra dedicata alla storia di Milano e allestita qualche mese fa con libri provenienti dal Fondo Ferraguti, oggi nelle sale della nostra biblioteca si è inaugurata una nuova mostra con una selezione di testi compresi nel Fondo Editoria Aziendale.
Nel 2004 la biblioteca acquisisce il fondo dalla Libreria Antiquaria Andrea Tomasetig. Il nucleo originale è costituito dal fondo Claudio Midali, collezionista privato che negli anni aveva raccolto una selezione di circa 300 opere rappresentative dell’editoria aziendale italiana del Novecento, e da altre 200 opere circa raccolte dalla Libreria Antiquaria in diversi anni di attività libraria specializzata. In questi anni inoltre la nostra biblioteca ha continuato ad alimentare il fondo che oggi consta di 562 opere.
Si tratta di una collezione di grande interesse, nonostante la sua frammentarietà, per la storia sociale dell’Italia nel Novecento (il taglio è focalizzato soprattutto su Milano e la Lombardia e sul secondo dopoguerra) e in particolare per l’ambito di studi della storia dell’industria, del lavoro, dell’impresa, della storia economica, della storia della banca e dell’editoria; è documentata inoltre “l’archeologia industriale, la storia dell’arte, soprattutto della grafica pubblicitaria, della comunicazione visuale, del design, ma anche dell’architettura, dell’urbanistica, soprattutto del settore delle costruzioni a uso civile, industriale e dei servizi.”
In larga maggioranza abbiamo opere fuori commercio o pubblicate in basse tirature e dunque difficilmente reperibili, soprattutto tutte insieme in un’unica raccolta. Si tratta di pubblicazioni legate ad occasioni speciali (strenne o giubilari), ma anche biografie, autobiografie, cataloghi, numeri monografici di riviste, opuscoli, annuari, agende.
L’editoria aziendale è una fonte importantissima per lo storico d’impresa: al di là del carattere agiografico, tipico soprattutto delle aziende di più recente costituzione, questo tipo di pubblicazione permette di ricostruire l’immagine che l’azienda vuole dare di sé. Non solo, ha anche come obiettivo una comunicazione verso l’interno: recuperare la memoria storica contribuisce a delineare la mission dell’azienda e a rafforzare il senso di appartenenza di dipendenti e management. Non a caso queste pubblicazioni seguono spesso i canoni più efficaci per la trasmissione dell’immagine: carta patinata, volumi di grandi dimensioni, rilegatura molto accurata e soprattutto moltissime immagini.
Il fondo non è stato smembrato: tutti i testi sono inclusi nella collocazione 10L. F.ED.AZ e sono conservati in Sala Martini. Il catalogo è stato pubblicato a cura di Rosanna Lombardo e Carmela Napoletano ed è direttamente scaricabile qui.
Qui puoi vedere le schede dei volumi compresi nella mostra.
Mostra in Biblioteca: il Fondo Paolo Ferraguti

Vuoi conoscere meglio i Fondi della Biblioteca? Abbiamo deciso di organizzare periodicamente delle piccole mostre bibliografiche allo scopo.
Dal 21 maggio nella Sala consultazione della nostra Biblioteca sono in mostra testi tratti dal Fondo Paolo Ferraguti.
Nell’estate del 1998 Marco Ferraguti, Direttore scientifico della Biblioteca di Scienze Biologiche dell’Università di Milano, dona un piccolo fondo di 125 titoli alla Biblioteca di Scienze della Storia e della Documentazione storica. Ecco le parole del donatore:
“Si tratta un nucleo piccolo, ma omogeneo, di libri con argomento “Milano”: storia, urbanistica, costume, musica e spettacoli […] Ecco. Mi piacerebbe che questi libri venissero messi a disposizione della gente per essere usati. E’, nella mia mente, un modo di ricordare mio padre.”Il fondo infatti raccoglie una parte della biblioteca del padre, Paolo Ferraguti (Milano, 1911-Milano 1991), uomo di cultura e appassionato bibliofilo. Al suo interno, sono da segnalare interessanti monografie su Milano e sulla sua storia antica e recente.
Diversi sono i momenti storici scandagliati: la Milano romana e medievale, la Milano degli Sforza, la Milano seicentesca, la Milano austriaca, la Milano di fine Ottocento e la Milano in guerra.
Sempre Milano è al centro degli altri testi inclusi nel fondo; si tratta però di una Milano vista dal punto di vista della sua storia culturale, musicale, teatrale. Si succedono così testi dedicati alla storia del giornalismo milanese, del teatro dialettale, della danza, della Scala.
Non mancano poi monografie e guide sulle chiese milanesi, sul Duomo, sul Castello e, in generale, sulle bellezze artistiche della città. Particolare attenzione è dedicata al Naviglio, agli antichi canali lombardi di navigazione e alla loro sistemazione urbanistica.
Non sono stati trascurati anche aspetti curiosi della città: le botteghe storiche, i caffè, i circoli, i giochi di carta, i vicoli, i giardini. Di particolare interesse sono una serie di testi dedicati alla Milano di “ieri” corredati da disegni, acquerelli e tavole.
Da un punto di vista bibliografico, segnaliamo la presenza di diversi volumi della collana “Strenne del Pio Istituto Rachitici (ora Istituto ortopedico Gaetano Pini) relative a Milano e alla Lombardia”, di alcune annate della rivista “Città di Milano. Rassegna mensile del Comune di Milano” (1967-1970;1972-1974) e dei “Quaderni della Città di Milano” .
Come esplicitamente richiesto dal donatore, il fondo, una volta acquisito e catalogato dalla nostra Biblioteca, non è stato smembrato: tutti i testi sono inclusi nella collocazione 10L. F.F.
Qui puoi scaricare il Catalogo del Fondo .
Qui, puoi vedere le schede dei testi messi in mostra.
Qui, puoi sfogliare la nostra Bibliografia (che non è esaustiva e che fa riferimento solo ai testi posseduti in Biblioteca): Milano “artistica”: guide, stampe, chiese, monumenti e urbanistica
Catalogo del fondo del Centro italo rumeno di studi storici

Ti interessa la storia della Romania? Da qualche giorno è disponibile sia in biblioteca, sia on line nel nostro sito il catalogo del Fondo del Centro italo rumeno di studi storici. Segretario generale del Centro è la professoressa Bianca Valota, docente di Storia dell’Europa orientale presso il nostro Dipartimento.
Fanno parte del fondo circa 3.500 volumi dedicati alla storia e alla cultura dei paesi dell’Est. Il fondo si articola in quattro sezioni: la sezione A è dedicata alle opere di consultazione, la sezione B alla storia dei paesi dell’Est, la sezione C, la più numerosa, alla storia e alla saggistica rumena, mentre la sezione D all’arte rumena. I 155 titoli di periodici del CIRSS sono stati invece trasferiti alla Biblioteca delle Facoltà di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia per completare la ricca sezione di periodici di storia lì ospitati.
Ricordiamo inoltre che sono disponibili, sia in cartaceo che sul sito della biblioteca, i cataloghi di altri dei nostri fondi: il Fondo Bruno Caizzi, il Fondo CNR, il Fondo Ferraguti, il Fondo Scordamaglia e il Fondo Magnani Torelli.
World Biographical Information Systems online

La Divisione Coordinamento Biblioteche informa che è possibile accedere a tre nuovi archivi della banca dati WBIS (World Biographical Information Systems online) che integrano quelli attualmente posseduti:
La banca dati raccoglie le biografie appartenenti a personaggi vissuti dal IV millennio a.C. ad oggi, tratte da opere pubblicate tra il XVI e la fine del XX secolo, frutto della digitalizzazione degli archivi biografici dell’editore K.G. Saur.
E’ possibile accedere a 36 indici biografici suddivisi per nazione dei quali, grazie all’integrazione, 23 sono al momento disponibili in full-text.
L’accesso e’ consentito dalle postazioni all’interno dell’Ateneo, mentre l’accesso da reti esterne è consentito, attraverso l’uso di login e password, solo agli utenti autorizzati: per maggiori informazioni, consultare le modalità di accesso esterno (http://www.unimi.it/ateneo/sba/18651.htm).
Vedi anche il nostro post su WBIS.
Nuova collezione di fonti primarie sulla Prima Guerra Mondiale

Il patrimonio della nostra Biblioteca si arricchisce di un’importante collezione di fonti primarie riversate su microfilm, utili alla ricostruzione storica degli eventi della Prima Guerra Mondiale (Collocazione: 10L. MFILM 143):
The First World War: a documentary record
Si tratta dei documenti inclusi nella Cambridge War Riserve Collection, una raccolta documentaria iniziata nel 1915 da Francis Jenkinson, bibliotecario presso la Cambridge University.
Jenkinson raccolse in modo sistematico, durante gli anni della guerra, diverse tipologie di materiali, oggi di grande importanza per lo studio di quel periodo: poster, opuscoli, libri, pamphlet, lettere. E’ possibile così documentare le campagne militari, la scena politica e sociale, il ruolo delle donne, l’impatto delle scoperte scientifiche e tecnologiche, la ricostruzione, la pace, il trattato di Versailles, la nascita della Società delle Nazioni…
La ricca collezione si articola in 10 sezioni.
Al momento sono disponibili in biblioteca queste sezioni:
There are leaflets dropped by allied planes and balloons, posters, cartoons by Raemaekers and others, cigarette cards, pamphlets by John Buchan and Hilaire Belloc, and propaganda aimed at Venezuela, Turkey, China, Japan, Spain, Italy and America. There is material on the origins of the war, the violation of Belgian neutrality, the conduct of war, the religious dimension of war, appeals to race, Empire, the role of women and many other topics.
6: Combattimenti in cielo e in mare
The War at Sea and the War in the Air:
• The race to build Dreadnoughts;
• Set piece battles such as Jutland;
• Merchant shipping;
• The U-boat war;
• The blockade of Germany;
• The Dardanelles Expedition;
• The role of aircraft in the War;
• Von Richtofen’s flying circus;
• Civilian bombing;
• Zeppelin raids;
• The Women’s Royal Air Force;
• Tank warfare
7: Economia, finanza e socialismo
The economic condition and industrial strength of the various Great Powers at the outset of the war, at different stages during the conflict, and in the aftermath of hostilities. There is significant material on:
• The maintenance of supply lines;
• The importance of Imperial production;
• War profiteering;
• Food supply;
• US and South American trade;
• The circulation of money and rampant inflation;
• The Allied blockade of Germany;
• The economic consequences of the Peace settlement;
• The post-war economic outlook;
• Unions and the war.
9: Pace, Trattato di Versailles e la Società delle Nazioni
The aftermath of War. There is material covering:
• Efforts to bring peace before and during the War;
• The Versailles Treaty;
• Calls for retribution and calls for reconciliation;
• The League of Nations;
• Woodrow Wilson and the American vision of post-war Europe;
• Colonial reconstruction and the redistribution of Germany’s colonies;
• The economic impact of the Peace settlement.
Ogni sezione è corredata da una guida cartacea (disponibile anche in linea sul sito dell’editore) che riporta un elenco dettagliato del contenuto delle diverse bobine e una approfondito commento (Collocazione: 10L. MFILM 143A).
Nuovo Opac

E’ stata presentata, per ora solo ai bibliotecari, la nuova versione dell’OPAC di Ateneo, ossia del Catalogo collettivo di Ateneo. In questi giorni si stanno verificando alcuni problemi nella consultazione del vecchio OPAC, proprio a causa dell’implementazione del nuovo catalogo.
La novità essenziale è rappresentata da una nuova maschera per la ricerca (dove digitare) composta da un unico campo interrogabile, come nei motori di ricerca. Le parole inserite in questo campo saranno cercate nell’intera registrazione bibliografica, compresi i soggetti, le classi, l’eventuale abstract e le note. Sarà possibile ricercare anche una frase esatta, ponendola tra le virgolette (“…..”) come nei motori di ricerca.
I risultati della ricerca verranno proposti su 3 colonne, (autore, titolo e anno) e si potrà salvare la ricerca o stamparla in formato PDF.
Sarà accessibile anche un’interfaccia in inglese, utile all’interno delle biblioteche per gli studenti Erasmus e per gli utenti stranieri, presenti sempre in maggior numero.
Un’altra novità importante è rappresentata da un nuovo pulsante denominato “altri cataloghi dell’Università”, che permetterà l’interrogazione degli OPAC di alcune biblioteche dell’Università il cui posseduto non è interrogabile dal catalogo collettivo di Ateneo, dell’OPAC dell’ISU e del catalogo del materiale grafico. Il nuovo OPAC si arricchirà infatti del materiale grafico, che includerà illustrazioni digitalizzate e catalogate come Materiale Grafico. Gli originali appartengono prevalentemente al Fondo Marengo del Centro Apice e alla biblioteca d’Arte. La loro descrizione, oltre ad elementi standard ISBD include un abstract relativo al contenuto dell’immagine.
Il pulsante “area personale” permetterà al lettore, come già era possibile con il vecchio catalogo, di autenticarsi e avere un proprio spazio nel quale verificare la propria situazione (ossia la situazione dei prestiti in corso nelle varie biblioteche delle prenotazioni) le ricerche e le bibliografie salvate.
Libri, e altro

E’ stato consegnato al Rettore il volume “Libri, e altro. Nel passato e nel presente” da parte dei docenti Dipartimento di Scienze della Storia e della Documentazione storica, che vi hanno contribuito. Il volume è dedicato al Rettore, Prof. Enrico Decleva, che è decano del Dipartimento stesso, e raccoglie contributi diversi che hanno in comune il tema dei “libri”.
“I libri sono una passione condivisa, perché costituiscono uno dei fondamenti del mestiere dello storico e uno dei paesaggi in cui lo storico si muove e (quando può) sta seduto a studiare. I libri sono un patrimonio del passato e del presente, [...] sono oggetti materialmente inerti che aspettano di essere presi dagli scaffali per essere letti e per riproporsi nella vitalità intrinseca a quanto in essi si può rinvenire. Il tempo si cristalizza nel libro, ma il lettore lo riattiva leggendo, appunto.”(Giovanni Grado Merlo, Qualche parola iniziale in Libri, e altro. Nel passato e nel presente, Milano, 2006, p.11)
Prestito automatico

Presso la nostra biblioteca, come già avvenuto in altre strutture dell’Università, da qualche mese è in funzione la postazione self-check per il prestito automatico. Si tratta di un sistema user-friendly, che attraverso un’interfaccia amichevole, permette a studenti, dottorandi, docenti e portatori di malleveria di registrare i prestiti in completa autonomia; in questo modo si evitano code al banco e si favorisce l’indipendenza dell’utente.
Il funzionamento è semplice e intuitivo, sono state comunque preparate dai bibliotecari delle istruzioni di facile comprensione: si passa il badge o tesserino universitario nella apposita fessura posta di fianco allo schermo, si attende che la macchina sia pronta e si posiziona il libro sul piano d’appoggio; viene poi prodotta una ricevuta di avvenuta registrazione che va riconsegnata al banco con il libro.
Si richiede all’utente esclusivamente di segnalare ai bibliotecari se il testo risulta o meno sottolineato, dato che, come sempre, ognuno è ritenuto responsabile del documento che prende in prestito e deve riconsegnarlo nelle condizioni in cui l’ha trovato.
Il servizio è possibile grazie alle potenzialità della macchina che è in grado di leggere le tessere magnetiche abilitate e la tag dotata di microchip presente sulla seconda di copertina del libro.
Per la restituzione è necessario invece recarsi al banco prestito, dove i bibliotecari provvederanno al rientro del documento.
L’attivazione dell’autoprestito rappresenta un passo ulteriore verso l’innovazione della biblioteca che punta sulla qualità del servizio offerto e fornisce la possibilità all’utente di soddisfare autonomamente i bisogni più immediati, come il prestito di un libro e di rivolgersi ai bibliotecari per richieste a cui non è in grado di dare risposta (istruzione sull’utilizzo degli strumenti catalografici, informazioni bibliografiche).
La biblioteca al servizio dell’utente : customer satisfaction e strategie di management / Roberto Ventura. – Milano : Bibliografica, [2004]. – 289 p. ; 21 cm.


