Bibliostoria
Lo storico è un profeta che guarda all’indietro (F. Schiller)Archivio per BANCHE DATI ON-LINE
Base de données du refuge huguenot: una banca dati sugli ugonotti esiliati dalla Francia

[Stampa di Jan Lucken, 1695]
La Base de données du refuge huguenot, frutto della collaborazione tra l’Institut de Recherche et d’Histoire des Textes del CNRS e dell’l’Institut d’Histoire Moderne et Contemporaine con il sostegno della Mission Historique Française e della Fondation Volkswagen, riunisce e permette di ricostruire le identità degli ugonotti e valdesi in fuga dal regno di Francia e dal Ducato di Savoia dopo l’Editto di Fontainebleau (1685) che dichiarò il Protestantesimo illegale in Francia.
Dopo l’Editto, enormi masse di Ugonotti migrarono nelle confinanti nazioni protestanti:
Olanda, Inghilterra, Irlanda, principati e città tedesche, cantoni svizzeri, colonie inglesi dell’America del Nord e, in piccoli gruppi, in Polonia e in Russia.
La banca-dati contiene ben 240.000 record che permettono di ricostruire l’identità degli esuli (le generalità anagrafiche, le professioni, la provenienza geografica e la destinazione …).
I dati sono stati tratti da fonti diverse, in paesi diversi:
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registres paroissiaux
documents de la régie des biens des fugitifs
registres d’assistance
recensements
Qui, trovate tutte le informazioni sulle fonti utilizzate.
Se volete approfondire l’argomento, date un’occhiata alla bibliografia.
Questi sono in dettaglio i paesi ospitanti:
Innanzitutto la Svizzera. La maggioranza dei fuggitivi che la raggiungono desidera restarvi finchè il re non si renderà conto, nelle loro speranze, dell’errore commesso e permetta loro di rientrare. 60.000 fuggitivi sarebbero in questo modo passati dalla Svizzera dovo furono generosamente assistiti. Per questo, alcuni cantoni aumentano le tasse, altri preferiscono il sistema delle collette. Delle borse dei poveri vengono istituite nelle Chiese ; queste stabiliscono delle <> (passade é sinonimo di viatico) ai rifugiati che arrivano e contribuiscono all’assistenza dei poveri che rimangono. Tuttavia il paese non é ricco e solamente 20.000, forse meno, si sarebbero stabiliti. Sono principalmente gli stati, città e cantoni francofoni ad offrire accoglienza.
In Germania, si recano principalmente nei principati calvinisti : la Hesse-Cassel di cui il landgrave ha promulgato a partire dal 1685 un editto <>, la Hesse Hombourg, la contea di Lippe, le Palatinat. Sono anche invitati a venirsi ad installare a Brandebourg dove il Grande Elettore, principe calvinista di soggetti luterani, ha pubblicato nel Novembre dello stesso anno l’Editto di Potsdam. Più tardi, poiché la pressione dei rifugiati e dei principi si faceva più forte, degli stati luterani, Bayreuth Anspach, Hesse Darmstadt o delle città, Stuttgart, Nuremberg, accettarono ugualmente di riceverne. Circa 44.000 ugonotti si stabilirono definitivamente in Germania, di cui 20.000 nella Prussia di Brandebourg.
Le Province-Unite – la grande Arche du Refuge – accolsero secondo la tradizione 50.000 fuggitivi. Le Chiese francofone, vallone, fondate nel XVI secolo, erano qui fortemente rappresentate. Città e provincie adottarono delle misure per agevolare l’insediamento degli ugonotti : Amsterdam, che voleva assicurare lo sviluppo di un’industria del lusso, Groningue, le province d’Olanda e di Frise … E’ tuttavia difficile sapere con precisione, allo stato attuale delle ricerche, quanti rimasero nel paese, tanto i passaggi, per Amsterdam soprattutto, l’altro centro nevralgico del Refuge insieme a Francoforte, furono incessanti e numerosi. Arrivi, ripartenze, verso l’interno del Paese, verso l’Inghilterra – soprattutto una volta che Guglielmo d’Orange ne é diventato sovrano – ma anche verso terre lontane come l’Africa del Sud.
La Gran-Bretagna accolse da 40 a 50.000 ugonotti. Qui infatti esistevano già delle chiese fondate nel XVI secolo, all’epoca del primo Rifugio. Perseguitate da Maria Tudor, queste avevano recuperato i loro diritti sotto il regno di Elisabetta. I riformati si installarono nei grandi centri di Canterbury e soprattutto di Londra dove nel 1700 si contavano fino a 14 Chiese francesi ma anche nel resto d’Inghilterra, in Scozia e in Irlanda che alcuni protestanti francesi, incoraggiati dagli inglesi e sostenuto un tempo dal loro re, volevano trasformare in isola ugonotta.
Altri, una minoranza, si stabilirono ben più lontano: negli stati protestanti del Nord Europa, Danimarca, Norvegia, Svezia e fino a San-Pietroburgo, e oltr’oceano in Africa del Sud o nelle colonie britanniche dell’America del Nord.
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Mirabile. Archivio digitale della cultura latina medievale: un database per le ricerche bibliografiche sulla storia del Medioevo

Mirabile è l’interessante progetto sviluppato dalla Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL) che permette di fare ricerche nei database promossi in questi ultimi trent’anni dalla stessa SISMEL (scegliete la modalità “cerca in Mirabile“); nonché alle principali pubblicazioni delle Edizioni del Galluzzo (scegli la modalità cerca in riviste on line).
E’ disponibile anche, oltre alle riviste, il ricchissimo bollettino bibliografico Medioevo latino (MEL); la Bibliotheca Scriptorum Latinorum Medii recentiorisque Aevi (BISLAM), authority list a tutt’oggi esistente di nomi di autori medievali in lingua latina, con i suoi 15.000 lemmi censiti e le 80.000 forme varianti; nonché i primi fascicoli del Compendium Auctorum Medii Aevi (CALMA), l’autorevole repertorio di autori e opere medievali, che al momento raccoglie più di 3.000 schede.
Potete liberamente accedere a un primo livello di risultati e decidere solo in una seconda fase se attivare l’abbonamento.
Digital Library on American Slavery: un database sugli schiavi americani

Digital Library on American Slavery è frutto della collaborazione tra il Race and Slavery Petitions Project e l’Electronic Resources and Information Technology Department delle Biblioteche dell’University of North Carolina.
La Digital Library consente di accedere alle informazioni raccolte e tratte dalle petizioni agli stati e ai tribunali presentate tra il 1775 e il 1867 nei quindici Stati schiavisti degli USA e nel Distretto di Columbia.
The Digital Library contains detailed information on about 150,000 individuals, including slaves, free people of color, and whites. These data have been painstakingly extracted from 2,975 legislative petitions and 14,512 county court petitions, and from a wide range of related documents, including wills, inventories, deeds, bills of sale, depositions, court proceedings, amended petitions, among others. Buried in these documents are the names and other data on roughly 80,000 individual slaves, 8,000 free people of color, and 62,000 whites, both slave owners and non-slave owners.
E’ sempre stato molto difficile infatti ricostruire le identità degli schiavi americani; i censimenti infatti del 1850 e del 1860 riuscirono a ricostruire età, genere e appartenza etnica di quasi 7 milioni di schiavi, ma non riuscirono a riportare i nomi dei singoli schiavi.
Potete effettuare una ricerca nelle petizioni per parola chiave, selezionando lo stato e la data. Potete fare una ricerca per nome o scorrere la lista dei soggetti, nel caso la petizione sia associata a particolari questioni storiche, sociali e legali.
Monasterium-net: più di 100.000 documenti digitalizzati europei di età medievale e moderna

Monasterium-net è un interessantissimo progetto europeo che rende disponibili in rete numerosissimi documenti storici (più di 100.000) in fomato digitale.
Il progetto ebbe inizio in Bassa Austria (Niederoestereich) una regione ricca di monasteri, ininterrottamente vitali dall’alto medioevo ad oggi e con una secolare tradizione archivistica. Le intense relazioni storiche fra le varie sedi degli ordini religiosi, anche fuori dai confini regionali e nazionali erano il presupposto ideale per la realizzazione di un network virtuale fra fonti archivistiche. Il progetto infatti si ampliò dai monasteri della Bassa Austria, alle altre regioni austriache e agli Stati confinanti fino a comprendere anche l’Italia (Campania) e a includere più di 100.000 documenti (non solo monastici) provenienti da sessanta archivi conservati in dieci stati. Monasterium è perciò divenuto un archivio virtuale di documenti medievali e moderni.
Qui, potete scorrere l’elenco dei fondi digitalizzati.
Mentre, questa è la maschera di ricerca (semplice e avanzata) dove fare le vostre ricerche. La schermata di risposta vi mostrerà nella parte alta un’immagine del documento scelto e nella parte bassa i dati del medesimo.
Vi segnaliamo inoltre la sezione Links del sito che contiene i collegamenti a:
Bibliografie e banche-dati di relazioni internazionali

Il Muir S. Fairchild Research Information Center dell’Aviazione USA mette a disposizione una serie di bibliografie sulle zone “calde” del pianeta (Afghanistan, Iraq, Libia, Medio Oriente, Nord Corea…).
Le bibliografie si articolano in tre sezioni:
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Internet Resources
Books
Documents
Periodicals
Se siete interessati all’argomento, fate anche una ricerca in queste risorse free:
Council on Foreign Relations
STRATFOR
UNdata.
Nella Biblioteca digitale d’Ateneo, fate invece una ricerca in queste banche-dati (potete vederle anche da casa. Qui, info). E’ sufficiente digitare il loro nome in “Banche dati e altre risorse:
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Columbia International Affairs(CIAO)
Europa World Plus
International Political Science Abstracts
Project Muse
World Political Science Abstracts.
Se siete interessati all’area cinese, fate una ricerca nel CNKI (China National Knowledge Infrastructure).
History OnLine: risorse e strumenti web per la storia dell’educazione
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History OnLine (HOL) è un interessante portale web per studenti e ricercatori di storia dell’educazione sviluppato con il concorso di diverse università europee che si propone di utilizzare le opportunità offerte dalla rete e dai moderni processi di digitalizzazione per la ricerca e l’insegnamento della storia.
Queste in particolare sono le sue finalità:
HOL would like to encourage the historical research by professional and non-professional historians, to facilitate the availability and reproducibility of primary historical sources, to offer new tools for qualitative and quantitative analysis, to promote the integration between researchers coming from different European countries, to promote new ways of writing history online, and to make resources on the history of education and didactics accessible to teachers and secondary school students.
Le sezioni in cui si articola il sito sono tre:
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Nella prima sezione trovate fonti primarie e secondarie, risorse utili alla ricerca sull’argomento. In particolare, sono a disposizione:
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Classics of educations
Databases. Vi segnaliamo al suo interno, School textbooks in Italy – Database EDISCO (Italy).The history of the school subjects in modern and contemporary – Developed by University of Turin – Italy
Bibliography
Webliography
Studying History OnLine fornisce invece l’accesso “Educational Package” sulla ricerca storica, in particolare su quella che utilizza l’ICT e la rete.
Nell’ultima sezione trovate la realizzazione pratica dell’uso delle fonti e del web; in altre parole sono presenti 9 saggi su questi argomenti:
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- The Birth of the school subjects in pre-unification Piedmont
- School publishing and textbooks in the fascist period
- Gender Identity and Political Power in Primary School Textbooks
- Handbooks and the development of a new type of identity
- Caricatural perspectives of woman between tradition and the change of society
- The return of the Baltic capitals to Europe
- The French-German history handbook
- Dictatorship and Literature Teaching in Secondary Education in Greece (1936-1940)
Risorse web per ricordare l’11 settembre 2001

Per ricordare l’11 settembre, vi proponiamo queste risorse:
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The September 11, 2001, Web Archive è una collezione di siti web della Library of Congress che si propone di raccogliere e rendere disponibili in rete le “voci” dei singoli, di gruppi, della stampa e delle istitutuzioni negli USA e nel mondo dopo l’attacco dell’11 settembre. Il progetto ha coinvolto oltre alla Library of Congress, l’Internet Archive, WebArchivist.org e il Pew Internet & American Life Project;
Attack on America: Remembering September 11th è un repertorio di risorse web della Joyner Library così organizzato:
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General Sources
Archives and Exhibits
Remembering the Victims
The Perpetrators
Coping With Events
America’s day of terror, il sito BBC sull’argomento;
Directory of Online Resources for the Study of September 11, 2001
Guida informatica al manoscritto patristico latino

Siete interessati alla letteratura patristica e non sapete da dove iniziare? Date un’occhiata alla Guida informatica al manoscritto patristico latino. La Guida si propone innanzitutto di fornire i dati bibliografici essenziali circa la tradizione manoscritta delle opere dei Padri della Chiesa latini. I dati bibliografici raccolti riguardano 106 autori segnalati dalla Clavis Patrum Latinorum, della quale vengono ripresi i titoli delle opere – sottoposti ad alcune normalizzazioni grafiche – e i relativi numeri di identificazione; la forma latina dei nomi degli autori è invece esemplata sull’archivio di Medioevo latino, opportunamente aggiornato laddove mancassero le voci richieste dalla Guida.
In altre parole, vi segnala quali studi sono stati pubblicati sulle singole opere dei Padri della Chiesa latina.
Potete fare una ricerca libera o selezionare cliccando sull’icona del libro aperto un autore, un opera, un titolo, una città, una sede o un fondo; la banca-dati vi restituirà i dati bibliografici delle opere che si sono occupate di quello che selezionate.
Qui, trovate l’help della banca-dati.
Gli Inventari delle Biblioteche Medievali Italiane (secc. IX-XVI)

Gli Inventari delle Biblioteche Medievali Italiane (secc. IX-XVI), un interessante progetto della S.I.S.M.E.L., sono una banca dati on-line che riunisce la vasta documentazione, sino ad oggi mai censita in modo sistematico ed analitico, relativa agli inventari medievali e di età umanistica facenti capo a raccolte librarie di enti e persone, di area italiana, tramite il ricorso alla riproduzione digitale dei testi editi, sottoposti a vaglio critico.
In altre parole, la banca-dati permette all’utente di vedere a video i documenti registrati nelle raccolte librarie pubbliche o private di età medievale o umanistica.
L’utente può effettuare una ricerca (libera o avanzata) del documento che lo interessa; in una seconda fase, viene visualizzata una pagina dedicata ai risultati della ricerca che consente di accedere alla scheda informativa e alla visualizzazione dell’immagine del documento ricercato cliccando due volte sulla lente di ingrandimento che compare in fondo alla voce EDIZIONE. In alto a sinistra, l’utente può trovare l’indicazione della pagina specifica in cui compare nel documento originale l’immagine visualizzata; può, inoltre, scorrere le pagine di cui il documento riprodotto in forma digitale si compone, attraverso i pulsanti che si trovano in cima alla pagina.
Gli schiavi di Hitler: memorie e documenti dei lavoratori coatti italiani nella Germania nazista
[Foto dal lager di Celestino Verga gentilmente concessa da Celestino Verga]
Schiavi di Hitler è il sito prodotto dall’omonimo Centro di ricerca “Schiavi di Hitler” – Fondo I.M.I. Claudio Sommaruga – sezione dell’Istituto di Storia di Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como. Al suo interno, potete trovare materiale raccolto a partire dal gennaio 2000 a sostegno della campagna per il risarcimento del lavoro coatto nella Germania nazista. Attraverso le frasi dei diari e delle memorie vengono ricostruite le fasi delle drammatiche vicende che videro coinvolti circa 700.000 militari, più di 40.000 avversari politici del nazismo (partigiani, operai scioperanti, antifascisti) destinati ai terribili campi gestiti dalle SS dal quale oltre il 90% non tornarono e oltre 100.000 civili rastrellati nelle zone del fronte o precettati e obbligati al lavoro in Germania.
I deportati italiani erano destinati ad affiancarsi ai milioni di altri deportati catturati nei paesi occupanti e trasportati in Germania per essere sfruttati al servizio della macchina bellica nazista.
Tra le risorse presenti nel sito, vi segnaliamo l’Archivio delle Memorie, (450 memorie e diari di deportati italiani nella Germania nazista), l’Archivio delle Schede (schede di 4500 nominativi di deportati italiani nella Germania Nazista con dati relativi alla prigionia e al lavoro), oltre alla sezione dedicata alle immagini (archivio di immagini raccolte direttamente dai deportati: disegni, fotografie, documenti, propaganda..)e alle bibliografie sull’argomento.


