
Sono interrogabili in linea i fascicoli personali del Casellario politico centrale. L’archivio in linea fornisce informazioni ripartite in due aree.
La prima area riporta:
- contenitore (busta)
- numero originale del fascicolo (dalla lettera A alla lettera R tale numero è in fase di inserimento);
- denominazione (cognome, nome, eventuale pseudonimo o soprannome e per le donne anche cognome del coniuge). La paternità non è visualizzabile per il suo carattere riservato;
- estremi cronologici;
- nota archivistica (è segnalata ad esempio l’articolazione in più parti del fascicolo o l’assenza di documentazione o il rinvio ad altro fascicolo della stessa o di altra serie).
Infine è segnalata la presenza nel fascicolo della scheda biografica, di documentazione a stampa e della documentazione fotografica, quest’ultima in fase di inserimento.
La seconda area riporta:
- dati anagrafici: data di nascita (nella quasi totalità dei casi è attualmente presente solo l’anno); luogo di nascita (comune, provincia, regione, stato e continente); luogo di residenza (comune, provincia, regione, stato e continente). Sulla copertina del fascicolo sono segnalati più luoghi, tutti presenti nella banca dati; tuttavia l’analisi della documentazione ha suggerito la necessità di incrementare in futuro l’informazione, rilevando anche le segnalazioni non riportate sulla copertina;
- appartenenza politica;
- condizione, mestiere o professione;
- annotazioni: provvedimenti di polizia (confino politico, ammonizione, diffida, iscrizione nella Rubrica di frontiera, internamento); condanne della giurisdizione ordinaria (offese al capo del Governo) o politica (Tribunale speciale per la difesa dello Stato); radiazione dall’elenco dei sovversivi.
La creazione di un’ anagrafe delle persone considerate pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica risale all’età crispina. Con la circolare n. 5116 del 25 maggio 1894 nell’ambito della Direzione generale di pubblica sicurezza fu istituito un ufficio con il compito di curare l’ impianto e il sistematico aggiornamento dello schedario degli oppositori politici. Anarchici, repubblicani, socialisti ma anche oziosi e vagabondi furono oggetto di una capillare attività di sorveglianza che alimentò un consistente archivio di fascicoli personali.
L’organizzazione dell’ufficio e dell’archivio fu modificata con successive circolari (1896, 1903, 1909, 1910 e 1911) fino ad assumere il nome di Casellario politico centrale con legislazione eccezionale del 1925 e del 1926.
L’archivio è costituito da 152589 fascicoli personali con documentazione prevalentemente compresa tra il 1894 e il 1945. I fascicoli contengono note informative, relazioni, verbali di interrogatori, provvedimenti di polizia, indicazioni di iscrizione nella Rubrica di frontiera o nel Bollettino delle ricerche e spesso una scheda biografica che riporta sinteticamente e cronologicamente tutta l’attività dello schedato.
Durante il periodo fascista l’attività di sorveglianza e controllo della polizia si amplificò comprendendo non più soltanto i politici ma tutta una indeterminata categoria di persone, definita genericamente antifascista, e gli allogeni ossia le minoranza etniche soprattutto della Venezia Giulia.
I documenti di data successiva al 1945 si riferiscono alle pratiche per la concessione dei benefici accordati ai perseguitati politici del regime fascista.
L’archivio conserva anche materiale a stampa (giornali, volantini, manifesti, opuscoli) e documentazione fotografica. Il materiale a stampa pervenuto nei fascicoli in seguito a sequestro, è relativo, in gran parte, a quotidiani e periodici, pubblicati in Italia e all’estero, di differente appartenenza politica, e ritenuto dalla polizia di carattere sovversivo e antigovernativo. Prevalente è la stampa edita nel periodo compreso tra le due guerre; il nucleo più cospicuo è distribuito tra gli anni ’20 e ’30.
Molto ricca anche la documentazione fotografica, costituita da circa 120.000 fotografie realizzate nella maggior parte dei casi dalla polizia stessa, ma anche provenienti dai controlli e dai sequestri sulla corrispondenza: alle fotografie segnaletiche, o realizzate durante l’attività di sorveglianza, si affiancano – infatti – le fotografie di carattere privato, che si potrebbero definire da ‘album di famiglia’ e che riproducono scene di pranzi, feste, cerimonie, vacanze, ritratti di amici e parenti.
I fascicoli del Casellario politico centrale sono pervenuti all’Archivio centrale dello Stato a partire dal 1910 in più versamenti.




desidero ricevere informazioni su Abenavoli Nucera Domenico di Roghudi e Filippo Velonà di Bova,grazie.